Arezzo (lunedì, 11 maggio 2026) — Il mercato settimanale di via Giotto, ad Arezzo, è molto più di un semplice appuntamento commerciale. Per capire quanto pesi nell’identità della città basterebbe osservare ciò che accade ogni sabato mattina: tra i banchi compaiono anche i gazebo dei candidati a sindaco, diventati ormai una presenza costante nel tempo del mercato. Un segnale chiaro: è qui che la città si incontra, si ascolta e si misura.
di Alice Grieco
La passeggiata tra gli stand non è solo una consuetudine, ma un rito consolidato. E dietro l’atmosfera vivace si muove una macchina economica importante: oltre duecento operatori lavorano ogni settimana lungo il viale e nelle aree limitrofe, dando vita a un sistema che coinvolge famiglie, produttori, artigiani e commercio.
È proprio questo equilibrio a rischiare di incrinarsi quando il calendario del calcio si sovrappone a quello del mercato. L’ipotesi di una chiusura anticipata in occasione delle partite casalinghe dell’Arezzo calcio, come già accaduto in passato, preoccupa non poco gli operatori. L’eventualità è quella di dover interrompere le attività intorno alle 11.30 per liberare l’area in sicurezza in vista del fischio d’inizio delle 15. Una riduzione significativa del tempo di apertura, con conseguenze dirette sugli incassi e sull’organizzazione della giornata lavorativa.
Il tema, sollevato da tempo dalle associazioni di categoria, è tornato con forza all’attenzione delle istituzioni dopo la promozione dell’Arezzo in Serie B. Giovedì 30 aprile, in Prefettura ad Arezzo, si è riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, con un’attenzione particolare proprio alla gestione del mercato nei giorni delle partite.
Dal confronto è emersa la volontà di muoversi su più livelli. Il prefetto Clemente Di Nuzzo invierà una segnalazione all’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno, per rappresentare le specificità del caso aretino. Parallelamente, la società calcistica si confronterà con la Lega, mentre il Comune di Arezzo, insieme alle associazioni di categoria, chiederà ufficialmente di rivedere gli orari delle gare del sabato pomeriggio, proponendo alternative alle 15, come le fasce delle 17 o delle 19.
“Il mercato è una tradizione della città e un presidio economico fondamentale – sottolinea l’assessore Federico Scapecchi –. Una chiusura anticipata penalizzerebbe centinaia di operatori. È importante essersi mossi in anticipo rispetto alla definizione dei calendari. Siamo fiduciosi che si possa arrivare a una soluzione condivisa”.
Attorno al tavolo istituzionale sono state coinvolte anche le rappresentanze del mondo produttivo. Per Confesercenti Arezzo, il rischio è concreto: “Una partita alle 15 significherebbe interrompere il lavoro del mercato a metà mattinata – evidenzia la direttrice Valeria Alvisi –. Parliamo di 220 operatori e di molte famiglie coinvolte. È importante che la questione sia stata finalmente affrontata”.
Sulla stessa linea Confcommercio Firenze Arezzo, che già nei mesi scorsi aveva segnalato il problema dopo un precedente caso critico. “Il confronto è stato utile – spiega Catiuscia Fei –. Ora lavoreremo insieme all’amministrazione per trovare una soluzione stabile. Siamo fiduciosi”.
Sul tavolo c’è anche la programmazione della prossima stagione sportiva: l’Arezzo giocherà 19 partite casalinghe, mentre la distribuzione degli orari in Serie B prevede tre fasce principali (15, 17 e 19). Una variabilità che, nell’arco dell’anno, riduce comunque il numero effettivo degli incroci tra calcio e mercato.
Per via Giotto, però, il punto resta uno solo: salvaguardare un appuntamento che non è soltanto commerciale, ma parte viva della città.
Last modified: Maggio 11, 2026


