Campogialli – Arezzo (martedì, 12 maggio 2026) — Ancora una notte di paura e poi il conto dei danni, pesante e difficile da accettare. Nell’azienda agricola di Edigio Marcia, in località Campogialli, il ritorno alla routine è stato segnato da una scoperta amara: un nuovo attacco da parte del lupo ha colpito il gregge, lasciando dietro di sé una scia di sofferenza.
di Alice Grieco
Il bilancio è severo: 18 pecore tra uccise e gravemente ferite. Alcune non ce l’hanno fatta, altre lottano ancora, ma con esiti incerti. Un assalto che, secondo quanto emerge, si sarebbe consumato a poca distanza dal centro abitato e in condizioni che destano particolare allarme: non più soltanto attacchi notturni e isolati, ma episodi sempre più ravvicinati agli spazi frequentati dall’uomo.
Per Edigio Marcia è l’ennesimo colpo a un’attività costruita in anni di lavoro e sacrifici. “È una situazione che non è più sostenibile – racconta – vedere gli animali così, e in queste condizioni, è devastante. Oltre al danno economico c’è un senso costante di impotenza. Ogni attacco lascia segni profondi, non solo sugli animali ma sull’intera azienda”.
Le conseguenze, infatti, non si fermano alle perdite immediate. Gli animali sopravvissuti risultano fortemente stressati, con ripercussioni sulla produzione e sull’intera filiera del latte, già fragile e difficile da mantenere stabile nei circuiti locali.
Dal mondo agricolo arriva una nuova richiesta di intervento. Le organizzazioni di categoria parlano di una situazione ormai al limite, chiedendo strumenti concreti di gestione del fenomeno che vadano oltre la sola tutela teorica della fauna selvatica. Il nodo resta quello della convivenza tra attività agricole e presenza del predatore, in un equilibrio sempre più difficile da mantenere.
Sul territorio cresce anche la preoccupazione per il futuro delle aziende di allevamento. Ogni attacco, sottolineano gli operatori del settore, non rappresenta soltanto una perdita economica, ma anche un passo verso l’abbandono delle aree rurali e interne, con conseguenze che si riflettono sull’intero tessuto ambientale e sociale.
Un equilibrio fragile, quello tra uomo e natura, che in territori come questi sembra sempre più vicino al punto di rottura.
Last modified: Maggio 12, 2026


