Scritto da 5:01 am Arezzo, Attualità

Tragedia sull’Alpe della Luna, recuperati i rottami dell’elicottero precipitato: ora la verità passa ai periti

Arezzo (lunedì, 4 maggio 2026) — A cinque mesi e mezzo dal disastro aereo costato la vita a due imprenditori toscani, sono stati recuperati tutti i resti dell’elicottero precipitato sull’Alpe della Luna, nel territorio di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo. Le operazioni si sono concluse lunedì 27 aprile grazie all’intervento dei vigili del fuoco di Arezzo, che hanno messo in sicurezza i rottami per consegnarli al consulente incaricato dalla Procura.

L’incidente risale al 9 novembre 2025 e ancora oggi restano senza risposta molti interrogativi su quanto accaduto durante il volo di rientro verso l’aviosuperficie Serristori di Castiglion Fiorentino. A bordo del velivolo viaggiavano Mario Paglicci, imprenditore orafo aretino di 78 anni, e Fulvio Casini, 67 anni, imprenditore di Sinalunga, entrambi piloti esperti.

di Alice Grieco

Per recuperare i frammenti dell’Agusta Westland AW109S sono stati necessari diversi voli dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco. I resti del velivolo, raccolti nei mesi scorsi in un’area molto vasta e difficile da raggiungere, erano stati sistemati in grandi sacchi rimasti sul posto fino al via libera definitivo.

Le difficoltà logistiche, le condizioni meteorologiche e le esigenze investigative avevano infatti costretto più volte a rinviare il recupero. Solo nelle ultime ore, complice una giornata favorevole, i soccorritori sono riusciti a completare l’operazione, con personale calato sul posto tramite verricello.

I materiali recuperati, dopo un primo trasferimento presso la caserma dei vigili del fuoco, saranno custoditi in un hangar dell’aviosuperficie Serristori.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Julia Maggiore, punta ora sull’analisi tecnica del relitto per chiarire le cause dello schianto. Tra le ipotesi al vaglio ci sono un’avaria improvvisa, un errore umano o il possibile impatto delle condizioni meteo.

Nel momento della tragedia, infatti, sulla zona era presente una fitta nebbia, elemento che potrebbe aver inciso sulla dinamica del volo.

L’elicottero era partito in mattinata da Castiglion Fiorentino diretto a Venezia. Durante il viaggio di ritorno se ne persero le tracce, fino al ritrovamento sull’Appennino aretino. Secondo le prime ricostruzioni, il velivolo sarebbe precipitato da circa 300 metri di altezza prima di incendiarsi dopo l’impatto al suolo.

Il recupero delle vittime fu particolarmente difficile a causa delle fiamme che avevano devastato l’abitacolo. Per identificare i corpi si rese necessario l’esame del DNA.

Nel gennaio 2026 la Procura ha nominato consulente tecnico il colonnello Fausto Schneider, già in servizio nello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, con il compito di esaminare rottami, documentazione e dati disponibili.

Anche i familiari delle vittime hanno designato un proprio esperto, l’ingegner Giampiero Marafante. Parallelamente prosegue l’indagine tecnica indipendente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo.

Dopo mesi di attesa, il recupero del relitto rappresenta ora un passaggio decisivo per tentare di dare una risposta definitiva a una tragedia che ha profondamente colpito il territorio aretino e senese.

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Last modified: Maggio 4, 2026
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