Arezzo (giovedì, 31 luglio 2025) — In un angolo remoto e suggestivo della Toscana, dove le colline si rincorrono e i boschi si fanno fitto abbraccio verde, due persone hanno scelto di andare controcorrente. In un’Italia sempre più attratta dai centri urbani e dai grandi flussi turistici, Francesca e Maurizio hanno fatto una scelta controintuitiva e profondamente umana: vivere e investire in un luogo fuori dai radar, a 28 chilometri – e numerose curve – da Arezzo. Qui, tra i silenzi secolari di Santa Maria alla Rassinata, è nato un progetto di rinascita territoriale che intreccia ospitalità, agricoltura e identità.
di Alice Grieco
Ex agente immobiliare lei, fiorentino lui, la coppia ha riaperto le porte di un luogo storico per la montagna aretina: l’ex ristorante Gallo Nero, chiuso da oltre dieci anni e considerato ormai definitivamente perduto. Oggi, quello stesso spazio ha una nuova vita e un nuovo nome: La Cucina della Fattoria, un punto di incontro tra tradizione gastronomica, sostenibilità e spirito comunitario.
“Mi sono innamorata di questo posto appena l’ho visto,” racconta Francesca, accogliendo con il sorriso chi arriva tra galline, api e cani nella loro fattoria. “Con Maurizio ci siamo messi subito al lavoro per ristrutturarlo e riportarlo in vita.” L’entusiasmo della coppia si è trasformato in concretezza: nel giro di pochi mesi, il borgo, che rischiava l’oblio, ha ritrovato vitalità e attrattiva. La loro fattoria, “La Fattoria di Rassy” – nome che unisce Rassinata e il cane randagio che hanno adottato – oggi è un piccolo centro agricolo, turistico e culturale.
La Cucina della Fattoria è parte integrante di un progetto più ampio che comprende l’ospitalità rurale con sei posti letto, la produzione e vendita di miele, olio, zafferano e ortaggi. Tutti i prodotti sono a chilometro zero e realizzati secondo pratiche rispettose dell’ambiente. A sostenere il progetto c’è anche Coldiretti, che ha affiancato Francesca e Maurizio nel percorso di avviamento.
Ma ciò che rende speciale questa realtà è l’umanità che la anima. “Abbiamo coinvolto due donne del luogo, di 67 e 72 anni, che ora lavorano con noi nel ristorante. Vivono questa esperienza come una seconda giovinezza,” racconta Francesca. Il menu della cucina è un tributo alla tradizione, con piatti come taglieri ricchi di affettati locali, carbonara, ragù e carne alla brace. L’apertura è riservata al fine settimana: venerdì e sabato sera, e domenica pranzo e cena.
Originaria di La Spezia, ma con un legame affettivo alla Toscana, Francesca racconta di aver cercato a lungo un luogo dove realizzare il sogno di una vita in campagna. “Quando la casa dei miei nonni a Certignano fu venduta, ho sentito il bisogno di tornare a quei luoghi. Dopo anni di ricerca, con Maurizio abbiamo trovato questa terra e ci siamo subito sentiti a casa.”
Oggi, la loro proprietà si estende tra sentieri, annessi agricoli riconvertiti e un antico essiccatoio di castagne trasformato in struttura ricettiva. Una piscina panoramica, già funzionante, sarà presto rivestita in legno per integrarsi meglio con l’ambiente. Gli ospiti percorrono a piedi o in bicicletta i 300 metri che separano gli alloggi dal ristorante, vivendo un’esperienza immersiva nella natura.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è l’attenzione all’educazione ambientale e al benessere. “Offriamo esperienze in sicurezza legate al mondo delle api,” spiega Francesca. “Presto creeremo uno spazio dedicato all’aromaterapia con propoli, dove sarà possibile rilassarsi ascoltando il ronzio delle api e respirando il profumo dei fiori.” Un’esperienza multisensoriale che fonde natura, scienza e cura di sé.
Il borgo, incastonato all’estremo lembo della provincia di Arezzo prima del confine con l’Umbria, oggi conta una piccola ma vivace comunità di circa 100 residenti, tra cui diversi stranieri. Tra le figure note del territorio c’è anche Piero Mancini, imprenditore locale ed ex presidente dell’Arezzo Calcio.
Tag: borgo santa maria, la cucina della fattoria, rinascita, ristorante Last modified: Luglio 31, 2025

