Scritto da 8:03 am Arezzo, Attualità

Subbiano, il giudice condanna il Comune: “Condotta antisindacale”

Subbiano – Arezzo (domenica, 29 marzo 2026) — Il Tribunale di Arezzo interviene con decisione e mette nero su bianco una vicenda destinata a far discutere ben oltre i confini comunali. Con un decreto emesso il 18 marzo 2026 ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, il giudice del lavoro ha accertato la condotta antisindacale del Comune di Subbiano.

di Alice Grieco

Al centro del provvedimento, il tentativo dell’amministrazione di influenzare l’attività della FP CGIL di Arezzo. Un comportamento che, secondo il giudice, configura una forma di “coartazione indiretta” della libertà sindacale, senza lasciare margini a interpretazioni.

Il tribunale ha disposto misure immediate e concrete: la rimozione della frase contestata dalla delibera comunale, la pubblicazione del provvedimento sia sulla intranet sia nelle bacheche dell’ente per un mese, oltre alla diffusione di un estratto su una testata locale. A ciò si aggiunge la condanna al pagamento delle spese legali sostenute dal sindacato.

Soddisfazione da parte della FP CGIL Arezzo, che sottolinea come le parole utilizzate nel decreto siano quelle del giudice e rappresentino un riconoscimento pieno delle proprie ragioni. Il sindacato ha inoltre evidenziato il supporto ricevuto dal proprio legale, ringraziando per la collaborazione professionale.

La pronuncia richiama un principio fondamentale dell’ordinamento democratico: l’attività sindacale si colloca su un piano di assoluta parità rispetto al datore di lavoro. Un diritto sancito dalla Costituzione che, proprio per la sua natura, non può essere limitato o subordinato da atti amministrativi.

Ma la portata della decisione va oltre il singolo caso. Secondo la segreteria provinciale della FP CGIL, si tratta di un segnale chiaro rivolto a tutte le amministrazioni del territorio: il rispetto della libertà sindacale non è negoziabile.

In vista delle prossime fasi negoziali, il sindacato rilancia con fermezza: non esiterà a tornare davanti al giudice qualora emergano nuove situazioni che mettano in discussione la rappresentanza e i diritti dei lavoratori.

Il messaggio è diretto e inequivocabile: ogni tentativo di comprimere l’azione sindacale sarà contrastato con tutti gli strumenti disponibili. Perché, come ribadito, i diritti di chi lavora non possono essere messi sotto pressione da atti considerati intimidatori.

Condividi la notizia:
Last modified: Marzo 29, 2026
Close