Scritto da 4:31 am Arezzo, Attualità

Sicurezza sul lavoro, allarme malattie professionali: in Toscana crescono del 28%

Arezzo (mercoledì, 20 maggio 2026) — In Toscana il numero degli infortuni sul lavoro nei primi mesi del 2026 appare sostanzialmente stabile, ma il quadro complessivo continua a suscitare forte preoccupazione. A pesare sono soprattutto l’aumento dei casi mortali registrato nel breve periodo e l’impennata delle malattie professionali, fenomeno che coinvolge in modo significativo anche la provincia di Arezzo.

di Alice Grieco

L’analisi dei dati INAIL diffusa in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro del 28 aprile evidenzia come, nei primi due mesi dell’anno, in Toscana siano state presentate 6.870 denunce di infortunio, contro le 6.924 dello stesso periodo del 2025. Un dato che suggerisce una fase di apparente stabilità, ma che nasconde dinamiche più critiche. Se infatti nel complesso del bimestre i casi mortali risultano in lieve diminuzione, il solo mese di febbraio mostra un incremento significativo delle vittime sul lavoro, con una crescita degli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa rispetto a quelli in itinere.

A livello nazionale il fenomeno risulta invece in aumento, con oltre 91mila denunce di infortunio presentate nei primi due mesi del 2026, in crescita rispetto all’anno precedente.

Anche la provincia di Arezzo evidenzia un andamento discontinuo. Nel mese di febbraio gli infortuni denunciati sono saliti a 298 rispetto ai 277 dello stesso mese del 2025, mentre il dato complessivo del bimestre resta leggermente inferiore rispetto all’anno scorso. Un andamento altalenante che, secondo la CGIL, conferma la fragilità strutturale di un territorio caratterizzato da una forte presenza di comparti ad alto rischio come manifattura, edilizia e logistica.

In Toscana gli incidenti si concentrano soprattutto nei settori del manifatturiero, delle costruzioni, del trasporto e magazzinaggio e della sanità, ambiti che rappresentano una quota rilevante anche dell’economia aretina.

Il dato più allarmante riguarda però le malattie professionali. In Toscana le denunce sono aumentate di oltre il 28% rispetto allo scorso anno, passando da 2.325 a 2.998 casi nei primi due mesi del 2026. Ancora più marcata la crescita nella provincia di Arezzo, dove le segnalazioni sono salite da 258 a 334.

Le patologie più frequenti restano quelle muscolo-scheletriche, spesso causate da movimenti ripetitivi, posture scorrette e mansioni usuranti, insieme ai disturbi del sistema nervoso e dell’apparato uditivo. La maggior parte dei casi continua a riguardare lavoratori uomini e prevalentemente nati in Italia.

Secondo la CGIL, questi numeri dimostrano come la sicurezza sul lavoro resti una questione centrale e ancora irrisolta. Se da una parte gli infortuni sembrano mantenersi su livelli stabili, dall’altra crescono le denunce a livello nazionale, aumentano i casi mortali nel breve periodo ed emergono con forza sempre maggiore le conseguenze di lungo termine dell’attività lavorativa.

Per il sindacato è necessario rafforzare le politiche di prevenzione, investire nella formazione certificata dei lavoratori e potenziare il sistema dei controlli, oggi penalizzato dalla carenza di personale ispettivo. Centrale anche il tema dell’innovazione tecnologica, considerata uno strumento indispensabile per ridurre le mansioni più gravose e limitare l’esposizione ai rischi.

“La sicurezza sul lavoro – sottolinea la CGIL – non può essere considerata un costo, ma deve essere riconosciuta come un diritto fondamentale da garantire in ogni luogo di lavoro”.

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Last modified: Maggio 20, 2026
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