Arezzo (mercoledì, 16 luglio 2025) – Un episodio inquietante, dai contorni ingannevoli e violenti, è stato ricostruito nel dettaglio nel corso di un’udienza tenutasi presso il Tribunale di Arezzo, dove una cittadina di origine cinese, residente nel territorio valdarnese, ha testimoniato in merito a una rapina subita nel gennaio del 2023. Il processo, attualmente in corso, vede coinvolti tre imputati – due donne e un uomo – accusati di aver messo in atto un piano criminoso con l’obiettivo di sottrarre alla vittima una somma di denaro sotto la minaccia delle armi.
di Alice Grieco
Secondo quanto emerso nel corso della deposizione, la donna sarebbe stata attirata in una vera e propria trappola con la promessa di poter acquistare, a un prezzo particolarmente vantaggioso, alcune borse in pelle firmate Gucci. Il luogo dell’incontro, apparentemente una comune abitazione nel comune di Cavriglia, si è invece rivelato essere il teatro di una violenta rapina.
La testimone ha raccontato ai giudici di essere stata accolta all’interno dell’appartamento da due donne, una delle quali indossava un passamontagna e impugnava una pistola. Sotto la minaccia dell’arma, le sarebbe stato intimato di consegnare l’intera somma che aveva con sé, ovvero circa 4.000 euro, destinati all’acquisto della merce.
Il fatto assume contorni ancor più complessi se si considera che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’aggressione sarebbe avvenuta all’interno di un domicilio dove le due imputate si trovavano agli arresti domiciliari. Entrambe, infatti, risultano già note alle forze dell’ordine e alla magistratura. Le indagini condotte dai carabinieri hanno consentito di individuare un terzo soggetto, un uomo di origine albanese, che sarebbe stato coinvolto nell’organizzazione e nell’esecuzione del reato, svolgendo un ruolo di complice attivo.
La vicenda è ora al vaglio del collegio giudicante presieduto dal dottor Filippo Ruggiero, affiancato dai giudici Giorgio Margheri e Antonio Dami. Il procedimento vede come pubblico ministero la dottoressa Julia Maggiore, mentre la difesa delle imputate è stata affidata all’avvocato Filippo Alberti, dello studio legale Fratini e Tenti di Arezzo.
Durante l’udienza, l’attenzione si è concentrata principalmente sulla ricostruzione degli eventi da parte della vittima, che ha descritto con precisione le fasi dell’accaduto, compresa l’identificazione degli aggressori. Elementi fondamentali, questi, per la valutazione dell’attendibilità della testimonianza e per l’accertamento delle responsabilità individuali dei tre imputati.
Il processo è stato aggiornato al prossimo mese di settembre, quando verranno esaminati ulteriori elementi probatori e ascoltati nuovi testimoni. I giudici dovranno pronunciarsi sulla veridicità del racconto fornito dalla parte offesa, sulla sussistenza delle condotte contestate e sull’eventuale grado di coinvolgimento di ciascuno degli imputati nel piano criminoso.
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