Arezzo (martedì, 15 luglio 2025) — È stato molto più di un concerto. È stato uno spettacolo totale, una dichiarazione d’amore per la musica, per la vita e per la sua città natale. Giovedì sera, nella suggestiva cornice del Prato di Arezzo gremito da oltre diecimila persone, Pupo ha chiuso con straordinaria energia e partecipazione emotiva l’edizione 2025 del Mengo Festival, offrendo al pubblico un’esperienza che ha superato ogni aspettativa.
di Alice Grieco
L’artista aretino – al secolo Enzo Ghinazzi – ha trasformato il palco in un luogo di memoria, emozione e condivisione, dando il via ufficiale al suo tour mondiale con un concerto che ha avuto i toni di una celebrazione pubblica. Per oltre due ore ha cantato, suonato e raccontato, ripercorrendo un repertorio che attraversa più di quarant’anni di carriera e proponendo anche alcuni brani tratti dal suo nuovo lavoro discografico, intitolato Insieme, già accolto con entusiasmo da pubblico e critica.
Sin dalle prime battute, il concerto ha assunto le forme di una narrazione autobiografica. “Al Prato ci venivo quando facevo chiodo al liceo”, ha esordito, strappando applausi e risate. Da lì, un flusso continuo di musica e parole: i suoi esordi a Milano con la Baby Records, l’amore e la complessità della sua vita privata condivisa con la moglie Anna e la compagna Patricia, l’impegno civile e la sua visione artistica che rifugge qualsiasi confine ideologico. “La musica non ha confini, non ha colori politici”, ha dichiarato con forza, ricevendo una standing ovation.
Ma Pupo non è stato soltanto interprete e autore: è stato anche narratore e testimone di sé. Ha mostrato con orgoglio la nipotina Gemma, simbolo di una nuova generazione che eredita la passione e il calore della musica vissuta dal vivo. Il concerto ha toccato il culmine emotivo con l’interpretazione dell’inno dell’Arezzo – omaggio sentito alla sua squadra del cuore – e con le immancabili Gelato al Cioccolato e Su di Noi, due brani iconici che hanno fatto cantare e ballare l’intero Prato in un abbraccio collettivo.
La chiusura del Mengo Festival 2025 si è dunque trasformata in un evento che ha unito generazioni e storie, restituendo alla città di Arezzo una serata carica di emozione, leggerezza e verità. Un trionfo musicale e umano, in cui la figura di Pupo si è confermata non solo quella di un artista senza tempo, ma anche quella di un uomo capace di restare profondamente legato alle sue radici.
Un concerto che non è stato solo un appuntamento musicale, ma un vero e proprio momento culturale: identitario, inclusivo, profondamente umano.
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