Arezzo (mercoledì, 9 luglio 2025) — La Toscana si prepara a vivere un’estate 2025 all’insegna del turismo, con segnali incoraggianti soprattutto sul fronte della domanda interna. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confcommercio Toscana, basate sui dati forniti dall’Osservatorio Turismo-SWG, si stima che saranno circa 1,9 milioni i toscani a mettersi in viaggio tra giugno e settembre, registrando un incremento del 5% rispetto al medesimo periodo del 2024. Un dato che evidenzia una crescente propensione alle vacanze, specialmente all’interno dei confini regionali e nazionali.
di Alice Grieco
Per i residenti toscani, la parola d’ordine dell’estate 2025 sarà “vicinanza”. Circa un cittadino su due ha in programma almeno una partenza nei mesi estivi, privilegiando nel 90% dei casi destinazioni italiane, con una marcata predilezione per le località marittime. Solo una minoranza opterà per mete estere, in un contesto di cautela economica e di maggiore valorizzazione dell’offerta turistica locale.
Le ferie saranno distribuite in più periodi, con una netta preferenza per soggiorni brevi (short break), spesso all’interno della stessa regione. Una scelta che consente una maggiore flessibilità e un controllo più attento del budget, che per l’intera stagione estiva si attesta su una media di 1.170 euro a persona, cifra sostanzialmente stabile rispetto al 2024.
Il mese di agosto si conferma ancora una volta il periodo privilegiato per le vacanze lunghe, complice la tradizionale chiusura di molte attività produttive. Tuttavia, settembre sta guadagnando terreno, favorito da un clima più mite, da costi più contenuti e dalla minore affluenza turistica, configurandosi come un mese strategico per prolungare la stagione.
Il fenomeno della destagionalizzazione appare rafforzato anche dalle mutate condizioni climatiche: il caldo si protrae oltre l’estate, rendendo sempre più appetibili i mesi di inizio autunno. Una trasformazione che, secondo gli esperti del settore, richiede un’attenta revisione dell’offerta turistica per rispondere alle nuove esigenze del mercato.
Le scelte di destinazione riflettono una pluralità di interessi: il mare rimane in cima alla lista, raccogliendo il 24% delle preferenze, seguito da città d’arte, borghi storici e località montane, che si attestano tra il 10% e il 12%. Meno gettonate, ma comunque presenti, le mete rurali e collinari, che attraggono il 6% dei viaggiatori.
In merito alle tipologie di alloggio, la distribuzione evidenzia una varietà di soluzioni: il 21% dei turisti toscani sceglierà l’hotel, seguito dal 17% che opterà per i bed & breakfast. Le case in affitto breve rappresentano il 13% delle preferenze, mentre le seconde case o l’ospitalità presso amici e parenti riguarderanno il 14% dei viaggiatori. Il restante segmento si orienterà verso agriturismi, campeggi, villaggi turistici e resort.
Sul versante del turismo in ingresso, lo scenario si presenta più articolato. La Toscana continua a esercitare un forte fascino sui visitatori grazie alla sua eterogeneità territoriale, che abbraccia mare, città d’arte, campagna e centri termali. Tuttavia, si registra una contrazione del turismo internazionale, in particolare nelle città d’arte, storicamente trainanti per l’intero comparto.
Secondo Franco Marinoni, direttore generale di Confcommercio Toscana, questa flessione è imputabile a diversi fattori congiunturali: la svalutazione del dollaro rispetto all’euro sta disincentivando i flussi dagli Stati Uniti, mentre la crisi economica in Germania sta comprimendo la propensione al viaggio. Si aggiunge, inoltre, la persistente assenza dei mercati russo e asiatico, che fino a pochi anni fa rappresentavano una componente rilevante del turismo incoming.
In controtendenza, crescono invece le presenze da paesi come Belgio e Olanda, mercati europei che mostrano un interesse sempre maggiore per la Toscana, specie nei periodi di bassa stagione.
Il cambiamento climatico si sta già traducendo in un allungamento naturale della stagione turistica. In particolare, i gestori di campeggi e strutture open air rilevano un’estensione della domanda anche nei mesi di settembre e ottobre, segno che i nuovi ritmi climatici stanno influenzando le abitudini dei viaggiatori.
“È un’evoluzione che deve essere monitorata con attenzione – sottolinea Marinoni – affinché l’offerta ricettiva possa essere ripensata in funzione di una stagionalità meno concentrata e più distribuita nel tempo. L’adattamento del sistema turistico a questi mutamenti sarà cruciale per mantenere la competitività della Toscana sul piano internazionale”.
Tag: estate toscana, tursimo, vacanze brevi Last modified: Luglio 9, 2025

