Arezzo (venerdì, 1 agosto 2025) — Domenica 3 agosto segnerà la chiusura definitiva del punto vendita Penny Market situato nel quartiere di Saione, ad Arezzo. Una decisione che si inserisce in un più ampio piano di riorganizzazione aziendale e che rappresenta, per la comunità locale, l’ennesima perdita nel tessuto commerciale di prossimità. Un cartello affisso all’ingresso del supermercato invita la clientela a rivolgersi al punto vendita alternativo situato in via Salvi Castellucci. All’interno, gli scaffali parzialmente vuoti e il tono dimesso dell’ambiente suggeriscono l’imminente smobilitazione. È il tempo degli ultimi acquisti, delle ultime interazioni tra clienti e personale.
L’area, da anni punto di riferimento per residenti e lavoratori della zona, si trova oggi a fare i conti con la chiusura di un esercizio che, nonostante le difficoltà, ha rappresentato un presidio importante nel cuore del quartiere.
di Alice Grieco
A chiarire le motivazioni dietro questa decisione è la stessa azienda distributiva Penny Italia, interpellata dal Corriere di Arezzo. La società smentisce in modo netto che la chiusura sia riconducibile a ragioni legate alla sicurezza o all’ordine pubblico. “La cessazione dell’attività – o meglio, il trasferimento – rientra in un piano strategico di rinnovamento della rete di vendita, che mira a migliorare sostenibilità, qualità degli spazi e offerta di servizi, attraverso investimenti mirati”, dichiara l’azienda. Non si esclude quindi la possibilità che un nuovo punto vendita possa essere inaugurato, magari nelle vicinanze, sempre all’interno del perimetro urbano di Saione.
Non è un mistero che il Penny Market di Piazza Zucchi abbia dovuto convivere, negli anni, con episodi di microcriminalità. Tuttavia, l’azienda ribadisce come tali fenomeni siano purtroppo comuni a molte realtà del commercio italiano, non circoscritti a questo specifico esercizio. “I reati predatori e le situazioni di tensione con clienti problematici – afferma Penny Italia – sono una realtà trasversale che interessa numerosi contesti urbani. Per questo motivo, le imprese del settore investono costantemente in sistemi di sicurezza a tutela delle persone e dei beni”.
Il supermercato, che dava lavoro a quattro dipendenti, si affacciava su due importanti arterie del quartiere: via Guelfa e Piazza Zucchi, quest’ultima chiusa all’accesso diretto negli ultimi anni, probabilmente anche per ragioni logistiche e di sicurezza. Le cronache locali hanno più volte riportato episodi preoccupanti: furti, minacce verbali, e persino la presenza di soggetti armati all’interno del negozio. Emblematico l’episodio del 2017, quando un giovane armato di pistola – con il volto coperto – riuscì a farsi consegnare l’incasso della giornata.
La chiusura del Penny Market non è un fatto isolato, ma si inserisce in una dinamica più ampia che sta trasformando la morfologia commerciale di Saione. Solo pochi giorni fa, lo storico esercizio “La Griglia”, rosticceria con 57 anni di attività alle spalle, ha abbassato per sempre le saracinesche, non trovando alcun subentrante disposto a rilevarla. Una chiusura silenziosa che, come quella del Penny, lascia un vuoto nel tessuto sociale, economico e simbolico del quartiere.
Nonostante ciò, i residenti rifiutano di associare Saione a una narrazione esclusivamente negativa. Il quartiere resta vivo, popoloso, ricco di storie e potenzialità. Il punto non è negare le criticità, ma affiancare al racconto delle perdite anche le prospettive di rigenerazione.
Tag: penny market, presidio commerciale, Saione Last modified: Agosto 1, 2025

