Arezzo (domenica, 3 agosto 2025) — In occasione della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali, la Regione Toscana ha espresso una ferma e motivata contrarietà al cosiddetto “nuovo nucleare sostenibile”, prendendo le distanze dal disegno di legge delega promosso dal Governo. La posizione toscana, illustrata con chiarezza dall’assessora regionale all’Ambiente, Monia Monni, si inserisce in un contesto di riflessione più ampio sulle politiche energetiche nazionali, in un momento storico in cui le scelte in materia di energia hanno un impatto diretto e profondo sul futuro ambientale, economico e sociale del Paese.
di Alice Grieco
“Ho espresso il voto contrario della Toscana al disegno di legge sul nucleare – ha dichiarato l’assessora Monni – perché, nonostante si parli di innovazione, si tratta in realtà di un ritorno alla fissione nucleare, una tecnologia che presenta ancora oggi gravi criticità irrisolte”. La Regione contesta il tentativo di presentare come “nuovo” un approccio che ripropone problemi noti: la produzione di scorie radioattive da custodire per millenni, i costi elevatissimi di costruzione e gestione, i tempi lunghi di realizzazione, che mal si conciliano con l’urgenza imposta dalla crisi climatica, e la dipendenza da risorse come l’uranio, spesso proveniente da aree geopoliticamente instabili, come la Russia.
Anche i cosiddetti “piccoli reattori modulari” – spesso citati nel dibattito pubblico come una possibile svolta – vengono liquidati da Monni come soluzioni ancora sulla carta, non pronte per un’applicazione concreta e su larga scala: “Si tratta di progetti, non di risposte reali e immediatamente disponibili”, ha sottolineato.
La linea perseguita dalla Toscana si orienta con decisione verso un altro modello: quello di una transizione ecologica equa, giusta e partecipata, fondata sull’espansione delle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica. “L’unica strada che dovremmo percorrere, e su cui investire risorse, ricerca e politiche pubbliche, è quella delle energie rinnovabili. Ma – ha osservato l’assessora – a livello nazionale manca ancora un quadro normativo chiaro e coerente, capace di guidare il cambiamento”.
Nel sottolineare l’impegno concreto della Regione Toscana, Monni ha evidenziato come l’ente stia intervenendo anche sul piano legislativo per facilitare la transizione, pur in assenza di una regia nazionale: “Stiamo facendo la nostra parte, ma senza un coordinamento efficace da parte dello Stato, il rischio è che la transizione risulti inefficiente e, soprattutto, ingiusta. Serve un modello che garantisca giustizia sociale ed energetica”.
Tag: nucleare, proposta di governo, regione toscana, voto contrario Last modified: Agosto 3, 2025

