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Rigutino ricorda Franco Villoresi: una targa per celebrare l’arte e la memoria

Rigutino – Arezzo (sabato, 4 aprile 2026) — Una targa per restituire alla comunità il ricordo di un protagonista della cultura del Novecento. È stata scoperta il 25 marzo, a Rigutino, la lapide dedicata al pittore Franco Villoresi, collocata sull’edificio che ospita il centro civico socio-sanitario del paese.

di Alice Grieco

L’iniziativa, proposta nel 2025 dai consiglieri Andrea Gallorini e Piero Perticai e approvata nello stesso anno dalla Giunta comunale, nasce con l’obiettivo di rendere omaggio all’artista aretino nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. Un gesto simbolico ma carico di significato, che lega ancora una volta il nome di Villoresi al territorio che scelse come casa.

Alla cerimonia hanno preso parte l’assessore Alberto Merelli, i consiglieri comunali promotori dell’intitolazione, Andrea Gallorini e Piero Perticai, il consigliere provinciale Paolo Brandi e i familiari del pittore, in un momento condiviso tra istituzioni e comunità locale.

Figura di rilievo nel panorama artistico nazionale del Novecento, Villoresi è ricordato non solo per il valore della sua produzione pittorica, ma anche per il suo impegno civile e culturale. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu partigiano e collaborò con la rivista clandestina Insurrezione, esperienza che segnò profondamente il suo percorso umano e artistico.

Nel dopoguerra si formò accanto a Mario Matai, esponente della cosiddetta “Scuola di via Cavour”, sviluppando uno stile personale improntato a un realismo lirico. La sua carriera lo portò a esporre accanto a nomi di primo piano dell’arte italiana, mentre importanti riconoscimenti ne consacrarono il talento: nel 1954 una sua mostra personale a Napoli fu presentata da Vittorio De Sica e, due anni più tardi, Giuseppe Ungaretti lo definì un pittore di “eccezionale dimensione poetica”.

Il legame con Rigutino si consolidò nel 1958, quando scelse di trasferirvisi stabilmente, ristrutturando una casa in località Sassaia. Quel luogo divenne negli anni un punto di riferimento per incontri artistici e culturali, contribuendo a vivacizzare la vita intellettuale del territorio.

Accanto all’attività pittorica, Villoresi fu anche promotore di un’esperienza innovativa: l’apertura di un atelier di pittura all’interno dell’ospedale psichiatrico di Arezzo. Un progetto pionieristico che anticipò, nei suoi intenti, l’idea dell’arte come strumento terapeutico, in linea con i principi che avrebbero poi trovato piena espressione nella riforma Basaglia.

La targa inaugurata a Rigutino rappresenta oggi non solo un segno di memoria, ma anche un invito a riscoprire il valore di un artista che ha saputo intrecciare arte, impegno civile e territorio.

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Last modified: Aprile 4, 2026
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