Arezzo (sabato, 19 luglio 2025) — Nella quiete dei colli toscani, tra i profumi del bosco e le pietre antiche di Monte San Savino, si è scritta una nuova pagina di umanità e solidarietà. È qui, nella frazione di Dreini, poco distante dall’antico borgo di Gargonza, che la Casa per Anziani Santa Maria Maddalena ha compiuto un passo importante nella sua lunga storia di accoglienza e cura: l’inaugurazione di nuovi spazi dedicati alla fisioterapia, realizzati grazie a una donazione testamentaria e all’impegno congiunto di istituzioni e volontari.
di Alice Grieco
La cerimonia ufficiale di inaugurazione, prevista per la prossima domenica, sarà accompagnata da un momento liturgico solenne. A presiedere la Santa Messa sarà Monsignor Andrea Migliavacca, Vescovo della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, affiancato dal delegato diocesano don Gualtiero Mazzeschi. L’evento sarà una festa collettiva, pensata per celebrare non solo un’opera architettonica, ma soprattutto un progetto umano ed etico nato nel segno della condivisione e della dignità.
La nuova ala dedicata alla riabilitazione è stata resa possibile grazie al gesto generoso di una cittadina aretina, rimasta profondamente colpita dalla qualità dell’accoglienza ricevuta durante una visita alla struttura. Colpita dall’atmosfera di cura autentica, la benefattrice ha inserito nel proprio testamento un lascito finalizzato al benessere degli anziani residenti. Fondamentale, inoltre, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, il cui contributo ha rafforzato la sostenibilità gestionale dell’intervento.
Tra le persone che quotidianamente usufruivano del nuovo spazio già prima dell’inaugurazione, vi era anche Cesarina, una delle ospiti più longeve della struttura, che aveva da poco celebrato il suo 110º compleanno. La sua presenza nella sala di fisioterapia, simbolo di resilienza e speranza, rappresentava un segno tangibile dell’efficacia del percorso riabilitativo personalizzato adottato all’interno della casa.
Secondo le parole del vescovo Migliavacca, la “Casa per Anziani Santa Maria Maddalena” incarna un modello di cura integrale: «Questa struttura è una testimonianza concreta dell’attenzione pastorale della diocesi verso gli anziani, coniugando competenza professionale e profonda umanità. È anche un luogo di riferimento per quei sacerdoti che, giunti a un’età avanzata, necessitano di assistenza sanitaria. Il recente ampliamento – ha aggiunto – è la dimostrazione di quanto una comunità possa fare quando decide di rispondere concretamente ai bisogni del territorio».
La residenza ospita attualmente 67 anziani, tra cui non solo religiosi ma anche laici, assistiti da uno staff di circa 50 professionisti tra infermieri, fisioterapisti e operatori socio-sanitari. Un ruolo essenziale è svolto anche dalle suore Orsoline Francescane di Mangalore, provenienti dall’India, che contribuiscono con dedizione e delicatezza al lavoro quotidiano di cura e accompagnamento.
L’origine di questa realtà affonda le sue radici alla fine degli anni Sessanta, quando don Silvano Nanni, sacerdote nativo di Monte San Savino, ebbe l’intuizione pionieristica di dare vita a una casa per anziani, in un’epoca in cui questo tipo di struttura era ancora rara. Sul finire degli anni Ottanta, grazie al supporto del vescovo Giovanni D’Ascenzi, don Silvano donò l’intera opera alla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, che ne assunse ufficialmente la gestione nei primi anni Novanta.
Oggi la casa non è soltanto un luogo di cura, ma anche un punto di riferimento relazionale per molte famiglie. A raccontarlo è Nadia, figlia di una signora ospite: «Mia madre qui ha fatto progressi che a casa sarebbero stati impensabili. Inizialmente ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi, ma ora è circondata da operatori che la seguono con amore e attenzione. Per noi è diventato naturale venire qui ogni giorno».
Il cuore del progetto fisioterapico è costituito da un approccio personalizzato, come ha spiegato il fisioterapista Andrea Lapucci: «Ogni ospite viene seguito attraverso un piano individuale costruito sulla base delle sue esigenze specifiche. Gli obiettivi, condivisi tra tutte le figure professionali, sono sempre realistici e misurabili. Questo metodo consente risultati concreti, migliorando sensibilmente la qualità della vita dei residenti».
Per il futuro, l’intenzione della direzione è quella di estendere il servizio fisioterapico anche alla comunità locale. Lo ha confermato il direttore della struttura, Pio Marsico: «Siamo in una zona periferica dell’Aretino, dove spesso servizi specialistici come questo risultano difficilmente accessibili. Abbiamo già sperimentato in passato l’apertura alla cittadinanza con esiti molto positivi. Credo che proseguire in questa direzione sia non solo auspicabile, ma doveroso».
Tag: casa per anziani, rsa, sale fisioterapia Last modified: Luglio 19, 2025

