Arezzo (mercoledì, 15 aprile 2026) — La mattina del 7 aprile ha segnato un momento importante per la comunità cittadina: sono stati inaugurati i nuovi spazi all’interno dell’ex Caserma Piave, nel centro storico, destinati ad ospitare la Stazione di Posta e il progetto Housing First.
di Alice Grieco
L’intervento, che rientra negli obiettivi della Missione 5 “Inclusione e coesione” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), trasforma un edificio di grande valore storico in un luogo di accoglienza e supporto per persone in condizioni di fragilità. Il progetto rappresenta un passo concreto nelle politiche di contrasto alla marginalità, puntando su percorsi di autonomia e inclusione sociale.
La Stazione di Posta offrirà un punto di riferimento per l’accesso ai servizi essenziali, garantendo assistenza immediata a chi si trova in difficoltà. L’Housing First, invece, propone un modello innovativo che mette al centro la casa come primo passo verso l’inclusione, accompagnando le persone senza dimora o in grave disagio abitativo verso un percorso di autonomia. La struttura comprenderà 12 posti letto e un ristorante sociale, con la gestione coordinata dal Comune attraverso un avviso pubblico.
L’investimento complessivo ammonta a 1.893.000 euro: 1.183.000 destinati alla Stazione di Posta e 710.000 all’Housing First.
“Questa inaugurazione rappresenta un momento di grande valore per la nostra comunità – ha dichiarato il vicesindaco Lucia Tanti – perché segna un cambio di paradigma nelle politiche sociali: non solo assistenza, ma percorsi concreti di inclusione e dignità. Con questi nuovi servizi offriamo opportunità e futuro a chi si trova in condizioni di fragilità, mettendo al centro la persona e i suoi bisogni”.
L’assessore Alessandro Casi ha sottolineato l’impegno tecnico e infrastrutturale: “Il recupero dell’ex Caserma Piave ha richiesto lavori complessi su strutture, impianti e restauro architettonico. Abbiamo restituito alla città un edificio di grande valore, adattandolo alle nuove esigenze sociali senza perdere la sua identità storica”.
Con l’apertura di questi spazi, il Comune conferma la volontà di costruire una città più inclusiva, in grado di rispondere concretamente ai bisogni delle persone vulnerabili, valorizzando al contempo il patrimonio urbano esistente.
Last modified: Aprile 15, 2026


