Valdarno (mercoledì, 10 settembre 2025) — Lungo le sponde dell’Arno, nel tratto compreso a monte del ponte di Terrossola, nel comune di Bibbiena, il fiume torna a farsi scenario di una triste emergenza ambientale: rifiuti abbandonati di ogni genere, dai grandi elettrodomestici come lavatrici, ai tubi metallici e in plastica, fino a pezzi di lamiera e contenitori vari, sono stati rinvenuti durante i lavori di manutenzione ordinaria. A fare la scoperta è stato il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, impegnato nel taglio della vegetazione e nella risagomatura dell’alveo in un’area del Casentino particolarmente esposta al rischio idraulico durante le piene.
di Alice Grieco
“Durante le operazioni di sfalcio e modellamento del letto fluviale, ci siamo imbattuti in un accumulo significativo di rifiuti ingombranti, gettati senza alcun rispetto per l’ambiente o per la sicurezza idraulica”, spiega l’ingegner Chiara Lilli, responsabile del settore difesa idrogeologica del Consorzio. “In collaborazione con il Comune di Bibbiena, abbiamo proceduto alla rimozione dei materiali e al loro corretto smaltimento, secondo le procedure previste dalla normativa vigente”.
La presenza di oggetti voluminosi nei corsi d’acqua non rappresenta solo un problema estetico o ambientale: costituisce un serio pericolo idraulico, soprattutto in caso di eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. “Questi rifiuti possono creare veri e propri tappi, ostacolando il naturale deflusso dell’acqua e aumentando il rischio di esondazioni”, sottolinea la Presidente del Consorzio, Serena Stefani. “Inoltre, la rimozione dei materiali rallenta le operazioni di manutenzione e genera costi aggiuntivi che gravano sulla collettività”.
Da anni il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno porta avanti iniziative di educazione ambientale rivolte alle scuole e campagne di sensibilizzazione in collaborazione con associazioni locali come Legambiente. Tra queste si distingue la campagna “Splastichiamo i fiumi”, sostenuta dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, che punta a diffondere la cultura del rispetto dei corsi d’acqua e della prevenzione dell’inquinamento.
Nonostante l’impegno costante, la lotta contro l’inciviltà è lunga e complessa. La Presidente Stefani lancia un appello diretto alla cittadinanza: “Fermiamo l’abbandono dei rifiuti nei fiumi e lungo le sponde. È un gesto irresponsabile che compromette la sicurezza idraulica e degrada l’ambiente”.
Il Consorzio ricorda inoltre quali siano le proprie competenze riguardo i rifiuti rinvenuti nei corsi d’acqua. “Non siamo autorizzati a svolgere attività di raccolta e smaltimento sistematico dei rifiuti abbandonati”, chiarisce l’ingegner Lilli. “Secondo quanto stabilito dalla delibera della Giunta Regionale Toscana n. 1083/2018, possiamo intervenire esclusivamente durante i lavori ordinari di manutenzione idraulica. In questi casi, sospendiamo le operazioni, delimitiamo l’area e segnaliamo il ritrovamento al Comune, che attiva il gestore dei rifiuti urbani per il trasporto e il corretto smaltimento dei materiali. Se tra i rifiuti rinvenuti vi sono sostanze pericolose, come l’amianto, il Comune viene immediatamente informato per attivare un intervento urgente da parte di personale specializzato”.
L’episodio nel Casentino mette nuovamente in evidenza quanto sia fragile il delicato equilibrio tra ambiente, sicurezza idraulica e comportamento umano. La cura dei fiumi e dei loro territori non è solo un dovere istituzionale, ma un imperativo civico che riguarda l’intera comunità.
Tag: bonifica, consorzio, discarica Last modified: Settembre 10, 2025


