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Esodo estivo e mal d’auto nei bambini: un’emergenza sottovalutata da affrontare con scienza e buon senso

Arezzo (giovedì, 7 agosto 2025) — Con l’arrivo del mese di agosto, prende ufficialmente il via l’esodo estivo degli italiani verso le località di villeggiatura. Il primo fine settimana del mese si presenta già come uno dei più critici dell’anno per la viabilità nazionale: bollino nero su molte arterie principali, milioni di veicoli in circolazione e un Paese in movimento. Tuttavia, dietro l’apparente entusiasmo delle partenze si cela un disagio spesso sottovalutato, ma estremamente diffuso tra le famiglie: il mal d’auto nei bambini e negli adolescenti.

di Alice Grieco

Secondo le stime del pediatra e professore Italo Farnetani, interpellato da Adnkronos Salute, sarebbero circa 800.000 i minori a rischio cinetosi in questi giorni, un numero comparabile alla popolazione di un’intera provincia italiana di medie dimensioni. Il dato deriva da un’analisi condotta sulla base delle rilevazioni precedenti e dell’andamento statistico degli ultimi anni: su un totale stimato di 2,8 milioni di bambini e ragazzi fino ai 14 anni che viaggeranno durante questo fine settimana, circa il 28,5% potrebbe sviluppare i sintomi tipici del mal d’auto, se non adottate opportune precauzioni.

La cinetosi, ovvero il disturbo del movimento comunemente noto come “mal d’auto”, è un fenomeno neurofisiologico piuttosto comune, soprattutto in età pediatrica. Alla base del disturbo vi è una disfunzione temporanea del sistema vestibolare, localizzato all’interno dell’orecchio, in una struttura chiamata labirinto.

“Questa porzione anatomica ha il compito di integrare le informazioni provenienti dagli occhi con quelle relative alla posizione del corpo nello spazio”, spiega Farnetani. Tuttavia, in un veicolo in movimento, il labirinto si ritrova a elaborare stimoli contrastanti: mentre gli occhi percepiscono lo spostamento, il corpo resta fermo sul sedile. Questo disallineamento sensoriale manda in tilt il sistema, provocando un’attivazione anomala dei meccanismi interni deputati al mantenimento dell’equilibrio. Il risultato? Una maggiore produzione di succhi gastrici, che può tradursi in nausea, senso di malessere e vomito.

Fortunatamente, la cinetosi non è un destino ineluttabile. Con alcune precauzioni, è possibile dimezzare il numero dei casi, sottolinea Farnetani. Le strategie preventive si basano su tre pilastri: comportamenti visivi corretti, alimentazione mirata e gestione attenta del viaggio.

  1. Guardare fuori dal finestrino
    Contrariamente alla tentazione di abbassare lo sguardo sullo smartphone o su un libro, è fondamentale che i bambini mantengano lo sguardo all’esterno, cercando punti fissi sull’orizzonte. Questo aiuta il labirinto a ricevere segnali coerenti e riduce il disorientamento sensoriale. Il classico consiglio “guarda la strada” dei genitori trova oggi una solida base scientifica.
  2. Eliminare l’uso dello smartphone durante il tragitto in auto
    “Concentrarsi su uno schermo – avverte il medico – aggrava la disconnessione tra percezione visiva e sensoriale”. Rinunciare temporaneamente al cellulare può essere una strategia efficace per ridurre il rischio di mal d’auto, soprattutto nei lunghi tragitti. Anche se, come precisa Farnetani, “la cinetosi esisteva anche prima degli smartphone”, la loro presenza rappresenta oggi un aggravante evitabile.
  3. Cibi solidi e pochi liquidi prima e durante il viaggio
    L’alimentazione gioca un ruolo chiave. Via libera a cibi asciutti e graditi, come pizza, pane e olio, focacce o sfogliatine. Vietati invece succhi, bevande zuccherate o un eccesso d’acqua, per evitare un sovraccarico gastrico che potrebbe aumentare il rischio di vomito. “L’ideale è asciugare lo stomaco”, sintetizza lo specialista.

Le raccomandazioni non si fermano alla dieta o all’uso degli schermi. La qualità della guida è altrettanto importante: evitare accelerazioni e frenate brusche, mantenere una velocità costante e impostare una temperatura gradevole nell’abitacolo grazie all’aria condizionata sono accorgimenti fondamentali.

Coinvolgere il bambino con conversazioni interessanti, racconti legati alla meta o dialoghi sui suoi interessi (come sport, musica, natura) può distogliere l’attenzione dal disagio e rendere il viaggio più sereno. E non dimenticare le soste ogni due ore per permettere al bambino di sgranchirsi e regolare l’equilibrio.

Non tutti i mezzi di trasporto hanno lo stesso impatto sul sistema vestibolare. Il treno viene considerato un’opzione più favorevole rispetto all’auto: “I movimenti sono più fluidi e il bambino può camminare”, osserva Farnetani. Anche la nave– in particolare i traghetti e le navi da crociera moderne – garantisce oggi una stabilità sufficiente a evitare la maggior parte dei disturbi, salvo in caso di mare mosso.

Ma è l’aereo a rappresentare il mezzo ideale per chi ha bambini soggetti a cinetosi. “Accorcia i tempi di viaggio e può essere utilizzato anche da neonati”, afferma il pediatra. Una tendenza confermata da dati recenti raccolti nell’ambito dell’iniziativa delle Bandiere Verdi, che premiano le spiagge a misura di bambino: sempre più famiglie optano per voli brevi verso località balneari facilmente raggiungibili dagli aeroporti.

C’è tuttavia una precisazione da fare per i viaggi in aereo: l’aria secca della cabina favorisce la disidratazione delle mucose. Per questo motivo, se il volo è lungo, è consigliabile bere regolarmente. “A differenza dell’auto, in questo caso è utile reintegrare i liquidi persi attraverso la respirazione”, spiega Farnetani.

Lo strumento digitale, demonizzato durante i viaggi in auto e pullman, trova una parziale riabilitazione a bordo di treni, navi e aerei. In questi casi, infatti, lo smartphone può aiutare a passare il tempo e combattere la noia. Resta però fondamentale non superare le due ore complessive di utilizzo al giorno e evitarne l’uso nelle fasi più delicate del viaggio – come il decollo, l’atterraggio o le turbolenze in aereo, e le condizioni di mare agitato in nave.

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Tag: , , Last modified: Agosto 7, 2025
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