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Castello di Mammi e ex Canonica di San Pietro: dopo il sequestro, la Procura di Arezzo ne dispone la restituzione

Arezzo (giovedì, 7 agosto 2025) – A distanza di circa diciotto mesi dal sequestro operato dai Carabinieri Forestali, la Procura della Repubblica di Arezzo ha disposto il dissequestro dei ruderi del Castello di Mammi e dell’ex canonica della Chiesa di San Pietro, complesso di straordinario valore storico e paesaggistico situato sulla collina che sovrasta Castiglion Fiorentino, nel cuore della provincia aretina.

di Alice Grieco

Il provvedimento, firmato il 25 luglio 2025 dal pubblico ministero Elisabetta Greco, segna un momento di svolta in una vicenda che aveva suscitato forte attenzione da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Il decreto sottolinea l’assenza di ulteriori esigenze istruttorie, consentendo così la restituzione dell’area ai legittimi proprietari. Gli adempimenti relativi sono stati affidati ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze.

Il sequestro, risalente al 3 gennaio 2024, era scaturito da un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri Forestali. Gli accertamenti avevano rivelato la presenza di una discarica abusiva all’interno del perimetro del sito storico, comprendente materiali di scarto di varia natura, tra cui rifiuti edili, materiale ferroso, componenti elettrici e persino lastre di eternit interrate in maniera illecita.

Oltre alla violazione delle normative ambientali, gli inquirenti avevano documentato alterazioni significative del contesto culturale e paesaggistico: porzioni dei muri antichi appartenenti alla struttura medievale erano state manomesse, compromettendo l’integrità storica del complesso. Tali interventi non autorizzati avevano provocato un deterioramento visibile del sito, che da secoli rappresenta un tassello identitario del territorio castiglionese.

Alla luce della gravità delle violazioni riscontrate, il Comune di Castiglion Fiorentino aveva emesso un’ordinanza urgente imponendo ai proprietari dell’area la messa in sicurezza e la bonifica del sito, con l’obbligo di rimuovere i materiali inquinanti nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia di rifiuti e tutela del paesaggio.

Nel corso dei mesi successivi, le ditte incaricate hanno provveduto agli interventi di risanamento ambientale, sotto la costante supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione per garantire il rispetto dei vincoli di tutela applicabili all’area.

Nonostante l’attuale dissequestro, il procedimento penale resta ancora aperto. Quattro soggetti sono tuttora indagati per presunte responsabilità in ordine a violazioni ambientali e paesaggistiche. Le autorità giudiziarie continuano ad approfondire i profili soggettivi di responsabilità per accertare eventuali reati commessi nell’ambito della gestione del sito.

Il Castello di Mammi e l’ex canonica della Chiesa di San Pietro non rappresentano soltanto testimonianze architettoniche di un passato millenario, ma costituiscono un patrimonio collettivo di rilevante valore storico, culturale e paesaggistico. Il dissequestro apre ora nuovi scenari: se da un lato si ripristina la disponibilità dell’area ai proprietari, dall’altro si rinnova la responsabilità condivisa di preservare, valorizzare e custodire un luogo simbolico per l’intera comunità locale.

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Tag: , , Last modified: Agosto 7, 2025
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