Bibbiena – Arezzo (mercoledì, 16 luglio 2025) – Una complessa operazione di polizia giudiziaria, sviluppata nell’ambito dell’indagine denominata “Blue Glass”, ha permesso ai Carabinieri della Compagnia di Bibbiena, con il supporto dei reparti dell’Arma territorialmente competenti, di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre soggetti gravemente indiziati di furto aggravato in concorso.
di Alice Grieco
L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo e trae origine da un episodio criminoso avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2024, quando ignoti si introdussero furtivamente all’interno della sede dell’impresa EMG Group Security S.r.l., con sede a Bibbiena. Il colpo, pianificato nei minimi dettagli, ha comportato l’asportazione di oltre cinque tonnellate e mezzo di rame – precisamente bobine – per un valore commerciale stimato in circa 70.000 euro.
Secondo quanto emerso, i responsabili dell’azione delittuosa si sarebbero impossessati anche di un autocarro Mercedes, sottratto a un’azienda situata nelle vicinanze, che sarebbe stato poi utilizzato per il trasporto del materiale rubato. L’intervento è apparso sin da subito caratterizzato da un livello di pianificazione elevato e dalla presenza di più soggetti con compiti ben definiti.
Dopo la denuncia dell’accaduto, i Carabinieri hanno avviato una scrupolosa attività d’indagine, che ha incluso una pluralità di strumenti investigativi: dalla raccolta e analisi delle immagini di videosorveglianza, fino ai tracciamenti digitali e al monitoraggio dei dispositivi mobili collegati agli indagati. Particolarmente rilevanti sono stati gli accertamenti tecnici sulle celle telefoniche, che hanno consentito di seguire virtualmente gli spostamenti del gruppo, nonché l’analisi dei transiti autostradali e dei flussi di comunicazione telematica.
L’incrocio dei dati ha permesso di identificare alcuni dei presunti responsabili, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici in ambito di reati contro il patrimonio, con particolare riferimento al furto di rame, fenomeno criminale che da anni affligge imprese e infrastrutture, provocando ingenti danni economici e operativi.
Il veicolo utilizzato per il trasporto del materiale trafugato è stato rinvenuto a Roma, abbandonato in un’area periferica. Gli esami scientifici effettuati sul mezzo hanno fornito ulteriori riscontri di natura probatoria, contribuendo a consolidare il quadro accusatorio.
Dall’analisi approfondita dei tabulati telefonici, e grazie alla mappatura delle celle agganciate durante l’arco temporale dei vari furti, è emersa la riconducibilità del gruppo criminale ad almeno altri sei episodi analoghi avvenuti in diverse località del centro Italia. In tutte le circostanze, il modus operandi si è rivelato coerente: furti notturni, obiettivi industriali, impiego di mezzi rubati e rapida movimentazione della refurtiva.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo ha accolto integralmente le richieste avanzate dalla Procura, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato. Il provvedimento restrittivo è stato emesso in considerazione della pericolosità sociale dei soggetti coinvolti, nonché della struttura organizzativa delineata dagli accertamenti: una vera e propria rete criminale operante su più province, con una rigida spartizione dei compiti tra esecutori materiali, basisti e addetti alla logistica.
Tag: INDAGINE, maxi furto, procura di arezzo, tre arresti Last modified: Luglio 16, 2025

