Scritto da 4:27 am Arezzo, Attualità

Arezzo: 55 documenti del Risorgimento donati alla Biblioteca cittadina

Arezzo (giovedì, 9 aprile 2026) — La Biblioteca città di Arezzo arricchirà presto il suo patrimonio storico con una donazione straordinaria: 55 documenti originali, scritti tra il 1843 e il 1862, provenienti dal periodo del Risorgimento e legati in particolare alla storia aretina. L’iniziativa arriva dalla sezione aretina dell’Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini, guidata dal presidente Ernesto Ferrini.

di Alice Grieco

“Si tratta di lettere, discorsi, programmi politici, circolari e avvisi, sia manoscritti sia a stampa”, ha spiegato Alessandro Artini, presidente della biblioteca. “Il Risorgimento rappresenta uno dei momenti più alti della storia nazionale. Gli eroi di quell’epoca sono celebrati nelle strade e nelle piazze, studiati a scuola, ma spesso poco conosciuti nei dettagli e nel significato profondo delle loro azioni. Questi documenti ci offrono l’opportunità di approfondire la loro vera voce.”

I materiali andranno ad arricchire il fondo Leonardo Romanelli, già conservato all’interno del più ampio fondo Alfredo Bennati, contribuendo a completare un archivio che racconta da vicino le vicende della Toscana del XIX secolo.

Tra i protagonisti citati, Brunello Romanelli ha ricordato il legame della propria famiglia con quegli anni di passione patriottica: suo antenato Leonardo Romanelli, ministro di Grazia e Giustizia nel governo provvisorio toscano del 1848, spronò i figli Lorenzo e Orlando, studenti universitari a Pisa, a combattere nella prima guerra d’indipendenza. I due giovani parteciparono alla battaglia di Curtatone e Montanara, insieme agli altri volontari toscani che riuscirono a contenere gli austriaci. “Il mio antenato ha mantenuto corrispondenza con Garibaldi e altri protagonisti dell’epoca – spiega Romanelli –. Scoprire queste lettere significa far emergere la vera voce dei protagonisti, un patrimonio prezioso anche per i giovani.”

L’Associazione che ha promosso la donazione nasce dai principi della società fondata dallo stesso Giuseppe Garibaldi nel 1871. Nel tempo, gli aderenti si fusero con la Società reduci dalle patrie battaglie fino agli anni ’20, quando le tensioni politiche legate al delitto Matteotti portarono alla divisione tra oppositori e fautori del fascismo. Il ramo favorevole al regime, guidato da Ezio Garibaldi, nipote del generale, diede vita alla Legione garibaldina. Solo nel 1944, con un atto notarile a Roma, nacque l’attuale Associazione nazionale reduci garibaldini “Giuseppe Garibaldi”, recuperando l’eredità democratica e patriottica della tradizione garibaldina.

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Last modified: Aprile 9, 2026
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