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Anghiari, il borgo che resiste allo spopolamento: giovani imprenditori scelgono di vivere e lavorare nel cuore della Toscana

Anghiari – Arezzo (lunedì, 13 ottobre 2025) — Nel panorama dei piccoli centri italiani che lottano contro lo spopolamento, Anghiari rappresenta un’eccezione virtuosa. Questo borgo medievale dell’Alta Valtiberina, tra i più affascinanti d’Italia, si distingue per un fenomeno in controtendenza: un crescente numero di giovani, molti dei quali under 30, sceglie di trasferirsi qui per avviare nuove attività e ridare vita a tradizioni artigiane e commerciali radicate da secoli.

di Alice Grieco

Tra le storie simbolo di questa rinascita c’è quella di Luca, che ha deciso di riaprire la bottega storica dei nonni, fondata 140 anni fa, restituendole nuova linfa: “Non volevo che la tradizione di famiglia si perdesse. Questo luogo rappresenta la nostra identità e il nostro legame con il territorio”, racconta. E poi c’è Armida, 32 anni, che ha scelto di aprire una sartoria nel centro del paese: una decisione definita “una sfida di cuore”, emblematica di un ritorno consapevole all’artigianato di qualità e alle relazioni di prossimità.

Anghiari non è solo un luogo da visitare, ma un posto in cui restare. Lo conferma la storia di un imprenditore del settore tessile che, arrivato durante la rassegna autunnale “I Centogusti dell’Appennino”, ha deciso di stabilirsi nel borgo per aprire un laboratorio permanente. Un segnale di fiducia che parla della capacità del paese di accogliere e integrare nuove energie.

Secondo il sindaco Alessandro Polcri, il segreto del successo di Anghiari risiede nella capacità di preservare la propria identità autentica. “Abbiamo scelto di mantenere una dimensione di paese. Qui il commercio di vicinato è ancora vivo: non ci sono centri commerciali che penalizzano le piccole attività, e le auto possono accedere al centro storico. Sappiamo che non è una scelta comune, ma funziona perché facilita chi vive e lavora qui ogni giorno”, spiega il primo cittadino.

In un’epoca in cui molti borghi tendono a svuotarsi, la visione amministrativa di Anghiari è chiara: sostenere le attività locali, favorire l’insediamento di giovani imprenditori e mantenere vivo il tessuto sociale. “Solo nelle ultime settimane abbiamo ricevuto quattro o cinque nuove richieste per l’apertura di attività. Tra queste, l’idea di una giovane che vuole creare una biblioteca storica e caffè letterario all’interno delle mura”, aggiunge Polcri.

Per agevolare questo rinnovato fermento, il Comune ha aderito al bando regionale per la riqualificazione e rigenerazione dei centri storici. L’obiettivo è recuperare locali di proprietà pubblica da concedere a canoni calmierati, così da sostenere le nuove iniziative imprenditoriali. Una strategia che unisce tutela del patrimonio e innovazione economica.

Anghiari gode inoltre di un flusso turistico costante, frutto della sua inclusione tra “I Borghi più belli d’Italia”. Secondo i dati della Fondazione Arezzo Intour, le strutture ricettive del territorio registrano una crescita annua del 5%. Numeri contenuti, ma significativi perché segnalano un progresso costante e duraturo. Il turismo, unito al rilancio artigianale, rappresenta un pilastro strategico per l’economia locale.

“Non vogliamo creare concorrenza, ma opportunità. C’è spazio per tutti” – conclude il sindaco Polcri – “Il nostro centro storico non si è mai svuotato, e continuiamo a credere nel valore dell’identità e delle relazioni umane. Siamo un borgo un po’ vintage, ma autentico, e proprio per questo sempre più attrattivo”.

Anghiari si conferma dunque come un modello di rigenerazione territoriale fondato su tradizione, innovazione e comunità. Un esempio concreto di come i piccoli centri possano tornare a essere luoghi di vita, lavoro e speranza per le nuove generazioni.

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Last modified: Ottobre 13, 2025
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