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Addio a Emanuele Di Rocco, il ristoratore di Arezzo che trasformò le difficoltà in speranza

Arezzo (martedì, 16 settembre 2025) — Tutti lo ricordano con il sorriso che seppe regalare alla sua città nel momento più difficile, quando, il giorno successivo a un atto di devastazione compiuto da un uomo in preda a follia e violenza, decise di riaprire la sua pizzeria Passaparola con palloncini colorati e un messaggio di resilienza: “Noi siamo qui, più forti che mai”. Era la fine di febbraio del 2024 e quell’immagine di Emanuele Di Rocco, titolare stimato e punto di riferimento per intere generazioni di clienti, divenne simbolo di coraggio e di rinascita collettiva.

Un uomo capace di guardare oltre lo sconforto, di raccontare con ironia e fermezza lo spavento, i tavoli rovesciati, le bottiglie in frantumi e i danni subiti. Un ristoratore che seppe trasformare la fragilità di un’aggressione in un’occasione per riaffermare il senso di comunità.

di Alice Grieco

La sua storia, però, si è spezzata bruscamente nella serata di venerdì, quando la strada ha interrotto un percorso di vita che sembrava ancora pieno di progetti. Aveva soltanto 50 anni. Di Rocco stava rientrando verso la sua nuova abitazione allo Scopetone, in sella al suo scooter, quando si è scontrato con un’auto che sopraggiungeva nel senso di marcia opposto, lungo via Anconetana.

L’impatto è stato devastante. I soccorritori, giunti immediatamente sul posto, hanno tentato l’impossibile: stabilizzarlo e trasportarlo d’urgenza, in elisoccorso decollato da Staggiano, verso l’ospedale fiorentino di Careggi. Le condizioni erano però troppo gravi. Nella notte, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: Emanuele non ce l’ha fatta.

La procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, come previsto dalle procedure, mentre la polizia municipale ha effettuato i rilievi per ricostruire con esattezza la dinamica dello schianto. Una tragedia resa ancor più lacerante dal fatto che la moglie, Laura, seguiva il marito in auto e si è trovata a vivere in diretta l’istante del dramma.

Il decesso si è diffuso rapidamente in città nella mattinata di sabato, gettando nello sconforto amici, clienti e colleghi di lavoro. In tanti hanno ricordato la sua capacità di trasmettere serenità, la gentilezza nei gesti quotidiani e quella passione per la ristorazione che lo accompagnava da oltre trent’anni.

In attesa del nulla osta della magistratura, che giungerà dopo gli accertamenti di medicina legale, la famiglia si prepara a tributargli l’addio. Le esequie saranno curate da Cof – Chimera onoranze funebri. La messa si terrà in Cattedrale, con successiva sepoltura nel cimitero di San Firenze.

Emanuele Di Rocco lascia la moglie, una figlia di 21 anni, i genitori e la sorella. Un dolore che attraversa non soltanto la sua famiglia, ma un’intera città che lo aveva eletto a simbolo di accoglienza, impegno e dedizione.

La figura di Di Rocco resterà impressa non solo per la professionalità con cui aveva costruito il suo percorso imprenditoriale, ma per l’umanità con cui aveva saputo reagire alle avversità. Il cartello affisso fuori dalla pizzeria all’indomani della devastazione — “Forza ragazzi” — resta il manifesto di un approccio alla vita fatto di coraggio e ottimismo.

Oggi, di fronte a una perdita così improvvisa, la comunità aretina si aggrappa proprio a quel sorriso e a quella energia contagiosa. La memoria di Emanuele non si esaurirà con la sua assenza, ma continuerà a vivere nelle persone che lo hanno conosciuto, servendo da esempio di resilienza, dedizione e amore per la vita.

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Tag: , , Last modified: Settembre 16, 2025
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