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Trasporti, Arezzo a rischio riduzione delle fermate Frecciarossa: l’allarme del comitato Sava

Arezzo (sabato, 30 maggio 2026) — Arezzo potrebbe vedere ridimensionata la presenza dei treni ad Alta Velocità con fermata in città. A lanciare l’allarme è Matteo Galli, presidente del comitato Sava, che prospetta possibili effetti negativi sulla rete ferroviaria locale in conseguenza dei futuri assetti del mercato ferroviario italiano.

di Alice Grieco

Secondo Galli, nella seconda metà del 2027 è atteso l’ingresso di un nuovo operatore ferroviario francese, SNCF, che avrebbe già manifestato l’interesse a introdurre nuove coppie di treni ad Alta Velocità sulle linee nazionali. Un’evoluzione che, nelle intenzioni, aumenterebbe la concorrenza e potrebbe contribuire a una riduzione dei prezzi per i passeggeri.

Tuttavia, lo scenario delineato dal presidente del comitato è meno favorevole per le fermate intermedie come quella di Arezzo. La linea Direttissima, già oggi prossima alla saturazione secondo quanto riferito, rischierebbe di non poter assorbire ulteriori tracce orarie senza conseguenze operative. In questo contesto, l’inserimento di nuove corse potrebbe comportare una razionalizzazione delle fermate esistenti.

Galli sottolinea inoltre come le fermate dei treni ad Alta Velocità ad Arezzo comportino un allungamento dei tempi di percorrenza di circa quindici minuti, tra uscita dalla linea principale, sosta in stazione e reinserimento nel tracciato. Un fattore che, a suo giudizio, potrebbe generare criticità nella gestione del traffico ferroviario complessivo.

Il timore espresso riguarda in particolare la possibile riduzione delle coppie di collegamenti oggi attive: mentre dovrebbe essere garantito almeno un collegamento verso Milano e Bologna, risulterebbero a rischio le altre direttrici, in particolare quelle verso Roma e Napoli.

Nel dibattito riemerge infine la posizione storica del comitato Sava, che continua a indicare nella realizzazione della stazione Medioetruria a Rigutino la soluzione ritenuta più efficace per garantire stabilità e sviluppo all’infrastruttura ferroviaria dell’area.

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Last modified: Maggio 30, 2026
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