Scritto da 5:14 am Arezzo, Attualità

Spray al peperoncino in aula ad Arezzo: identificati due studenti minorenni

Arezzo (giovedì, 28 maggio 2026) — Sono stati identificati i due studenti minorenni ritenuti responsabili dell’utilizzo di spray al peperoncino all’interno di un’aula della succursale dell’Istituto Buonarroti-Fossombroni di Arezzo, episodio che nei giorni scorsi ha generato momenti di tensione e provocato il temporaneo stop alle attività didattiche.

di Alice Grieco

L’accaduto risale alla tarda mattinata, poco dopo il rientro dall’intervallo. Durante il cambio dell’ora, la diffusione della sostanza urticante avrebbe causato irritazioni agli occhi e difficoltà respiratorie ad alcuni studenti presenti in classe, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi.

Sul posto sono giunti i sanitari del 118, le ambulanze, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. Alcuni ragazzi sono stati accompagnati all’ospedale cittadino per accertamenti, ma nessuno avrebbe riportato conseguenze di particolare gravità.

Le indagini condotte dalla Questura avrebbero consentito di risalire a due sedicenni, segnalati alla Procura per i Minorenni con le ipotesi di procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Parallelamente, l’istituto scolastico starebbe valutando eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, attraverso una nota firmata dal presidente, il professor Romano Pesavento. Nel documento si evidenzia come il termine “bravata” rischi spesso di ridimensionare la reale gravità di comportamenti che, seppur riconducibili a superficialità o immaturità, possono produrre effetti concreti sul benessere fisico e psicologico delle persone coinvolte e compromettere il regolare svolgimento della vita scolastica.

Il Coordinamento richiama inoltre l’attenzione sulla crescente diffusione, tra i più giovani, di atteggiamenti caratterizzati da una limitata percezione del rischio e da difficoltà nel valutare le conseguenze delle proprie azioni sugli altri. Secondo il CNDDU, episodi di questo genere non dovrebbero essere affrontati esclusivamente sul piano disciplinare, ma anche attraverso percorsi educativi capaci di rafforzare il senso civico, le competenze relazionali e la cultura del rispetto.

Nel documento viene ribadito il ruolo centrale della scuola come luogo di formazione civile e responsabilizzazione delle nuove generazioni. “La vera sfida educativa – sottolinea Pesavento – consiste nel formare cittadini consapevoli che ogni gesto produce effetti sugli altri e che la libertà trova il suo significato più autentico nella responsabilità”.

L’episodio ha nuovamente acceso il dibattito sul disagio giovanile e sulla necessità di consolidare iniziative educative dedicate alla convivenza civile, alla gestione delle emozioni e al rispetto della comunità scolastica.

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Last modified: Maggio 28, 2026
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