Pieve Santo Stefano – Arezzo (venerdì, 29 agosto 2025) – L’Archivio dei Diari conferisce venerdì 19 settembre, alle ore 11.30, in Piazza Plinio Pellegrini a Pieve Santo Stefano, il prestigioso Premio Tutino Giornalista 2025 a Rita Baroud, giovane e brillante giornalista palestinese. Il riconoscimento, attribuito «per esprimere gratitudine e riconoscimento al suo contributo alla verità», celebra la forza del giornalismo impegnato e coraggioso, che mette al centro la testimonianza e la responsabilità etica della professione.
Il premio, istituito in memoria di Saverio Tutino, fondatore dell’Archivio dei Diari, vuole essere un omaggio ai nuovi protagonisti del giornalismo contemporaneo, capaci di raccontare la realtà con dedizione, rigore e coraggio civile. La consegna del premio sarà effettuata da Gloria Argelés al termine di un incontro pubblico che vedrà la partecipazione della psichiatra palestinese Samah Jabr e dei giornalisti Marianna Bruschi, Giulia Ciancaglini e Fabio Tonacci. La traduzione simultanea dei contributi sarà curata da Paule Roberta Yao, garantendo così l’accessibilità a un pubblico internazionale.
di Alice Grieco
Ventuno anni, studentessa di lingue e cronista appassionata, Rita Baroud ha raccontato la guerra in Palestina attraverso il suo diario personale, scritto nel campo profughi della Striscia di Gaza, sua città natale. Costretta all’evacuazione durante i momenti più critici del conflitto, oggi continua la sua opera di testimonianza dall’Europa, trasformando l’esperienza dell’esilio in un impegno pacifico ma incisivo: dare voce alla verità e alla memoria di chi rimane intrappolato nei conflitti.
Nella motivazione ufficiale dell’Archivio dei Diari, viene richiamata un’intervista rilasciata da Baroud nel febbraio 2025 al Coordinamento nazionale comunità accoglienti, in cui la giovane giornalista spiega la genesi del suo impegno come una necessità morale e professionale:
«Dopo il terzo giorno di guerra, mi hanno chiesto dei video da La Repubblica, ma non ero in grado per la situazione che stavo vivendo. Non riuscivo a pensare a niente, non ero pronta a parlare di Gaza. Ho avuto bisogno di tempo, anche perché sono stata costretta a spostarmi molte volte. Poi, quando Sami al-Ajrami è uscito da Gaza, ho sentito che avevo il dovere di parlare di Gaza, di non interrompere il racconto in diretta. Scrivere mi ha aiutato a esprimere i miei sentimenti; è importante per me parlare di Gaza, non è un lavoro, ma un dovere di dire la verità».
La motivazione sottolinea come il diario e il racconto giornalistico di Baroud incarnino una vocazione più alta: quella di dare voce a chi non può raccontare, di preservare la memoria storica dei conflitti e di rafforzare la funzione sociale del giornalismo come strumento di responsabilità civile.
L’appuntamento di venerdì 19 settembre rappresenta più di una semplice cerimonia di premiazione. È un’occasione di riflessione sul ruolo del giornalismo nella società contemporanea, sull’importanza di narrare con onestà e sul valore etico della testimonianza. L’incontro pubblico a Pieve Santo Stefano diventa così uno spazio per celebrare chi, come Rita Baroud, unisce capacità narrativa, coraggio personale e impegno civico, offrendo al pubblico non solo informazioni ma anche prospettive umane, profonde e autentiche.
In un momento storico segnato da conflitti, migrazioni e crisi globali, il Premio Tutino Giornalista conferma l’importanza di un giornalismo che non si limiti a riportare fatti, ma che interpreti la realtà con sensibilità, attenzione ai dettagli e responsabilità morale. La città di Pieve Santo Stefano, simbolicamente legata all’Archivio dei Diari, diventa così teatro di una celebrazione della verità, della memoria e del coraggio di raccontare la realtà senza compromessi.
Tag: Giornalista, premio tutino, rita baroud Last modified: Agosto 29, 2025


