Arezzo — L’esponente politico Michele Mescetti ha preso posizione sulla complessa vicenda legata alla realizzazione della nuova sede della Polizia Municipale di Arezzo, prevista in via Fabio Filzi, dichiarando la propria ferma contrarietà all’ipotesi di un accordo transattivo tra il Comune e il soggetto privato proprietario dell’immobile coinvolto nel progetto di leasing in costruendo. Il privato, nel frattempo, ha avviato una causa civile nei confronti del Comune, richiedendo un risarcimento superiore ai 2 milioni e 600 mila euro.
di Alice Grieco
La posizione dell’esponente si fonda su una lunga e coerente opposizione a un progetto ritenuto irrealizzabile, economicamente fallimentare e urbanisticamente problematico. La paralisi del cantiere nel centro della città è indicata come la prova più evidente dei limiti strutturali e gestionali dell’iniziativa.
Alla contrarietà politica si sono aggiunte nel tempo le riserve di altri soggetti coinvolti. Gli stessi agenti della Polizia Municipale hanno espresso le proprie perplessità attraverso una petizione interna, mentre la minoranza consiliare ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. Anche i residenti della zona hanno manifestato opposizione al progetto, costituendo un comitato e denunciando il crescente disagio legato alla situazione del cantiere.
A pochi mesi dalla conclusione del mandato consiliare, l’esponente solleva forti dubbi sulla possibilità di una soluzione condivisa con la banca. Secondo la sua valutazione, un accordo transattivo non comporterebbe vantaggi per i cittadini, ma favorirebbe esclusivamente le parti coinvolte nella controversia.
Resta fermo il principio secondo cui chi ha commesso errori nella gestione della vicenda dovrà assumersi pienamente la responsabilità, sia sul piano politico sia su quello amministrativo. L’esponente ha dichiarato di non essere disponibile ad approvare o autorizzare alcun tipo di intesa transattiva, ritenendo che una soluzione del genere rischierebbe di trasformarsi in una “pietra tombale”, finalizzata solo a legittimare la ripartenza del progetto della nuova caserma nello stesso luogo, nonostante gli anni di difficoltà e contestazioni.
Secondo l’esponente, la città necessita di una soluzione trasparente, sostenibile e realmente vantaggiosa per la collettività, e non di un accordo volto a chiudere formalmente una vicenda caratterizzata da gravi criticità.
Last modified: Novembre 10, 2025

