Arezzo (domenica, 1 marzo 2026) — Il sindacato degli infermieri Nursind alza la voce contro la delibera della Asl Tse che apre al mondo del volontariato la gestione del servizio di accoglienza e dei codici di accesso minori al pronto soccorso dell’ospedale di Arezzo. La decisione, contenuta nella delibera numero 131 del 9 febbraio, prevede una convenzione con le associazioni di volontariato per le 12 ore diurne, tutti i giorni della settimana, con un bando dal valore di 570 mila euro.
di Alice Grieco
Per Nursind, che non è stato preventivamente informato della delibera, il provvedimento rappresenta un segnale preoccupante. «Il messaggio – sottolinea il segretario Claudio Cullurà – è grave, perché certifica che il servizio pubblico sta abdicando al privato, dal momento che non è più in grado di garantire adeguati livelli di assistenza».
Il sindacato evidenzia diversi punti critici: il tipo di personale che sarà impiegato non è specificato, e il concetto di “esperienza significativa” rimane ambiguo. Cullurà sottolinea inoltre come l’incontro con la dirigenza, convocato dopo la pubblicazione della delibera, non abbia chiarito dubbi e perplessità, lasciando la sensazione di una decisione preconfezionata.
«Chi gestirà concretamente il servizio? Come saranno impiegati i 570 mila euro, considerata la natura del volontariato? E soprattutto, chi avrà la reale responsabilità della presa in carico dei pazienti?» si chiede il segretario del sindacato, sollevando interrogativi sulla sicurezza e la qualità del servizio sanitario offerto.
Le associazioni di volontariato coinvolte stanno valutando la proposta, mentre la questione mette in luce la tensione tra esigenza di coprire la carenza di personale medico e infermieristico e la tutela della qualità dell’assistenza pubblica.
Last modified: Marzo 1, 2026


