Arezzo (venerdì, 29 maggio 2026) — Il Tribunale civile di Arezzo ha condannato Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi al pagamento di un risarcimento complessivo superiore a un milione di euro in favore dei genitori di Martina Rossi, la studentessa genovese deceduta a soli 20 anni il 3 agosto 2011 a Palma di Maiorca, dopo essere precipitata dal balcone di un hotel mentre, secondo quanto accertato in via definitiva in sede penale, cercava di sottrarsi a un tentativo di violenza sessuale.
di Alice Grieco
La decisione, firmata dal giudice civile Fabrizio Pieschi e depositata nella giornata di ieri, quantifica il risarcimento in 489.836 euro per la madre Franca Murialdo, 457.563 euro per il padre Bruno Rossi, oltre a ulteriori 74.531 euro da corrispondere congiuntamente ai due genitori a titolo di danni patrimoniali e per la tentata violenza subita dalla giovane.
Albertoni e Vanneschi erano stati condannati in via definitiva a tre anni di reclusione per tentata violenza sessuale di gruppo. In sede civile, il giudice ha ritenuto sussistente anche il nesso causale tra la condotta contestata e la morte della studentessa, pur risultando il reato di “morte come conseguenza di altro delitto” ormai prescritto sul piano penale.
Nella motivazione, il Tribunale richiama il criterio civilistico del “più probabile che non”, ritenendo che Martina Rossi stesse tentando di sottrarsi alle attenzioni sessuali dei due imputati quando cercò di fuggire dal balcone dell’albergo, precipitando nel vuoto. Esclusa inoltre qualsiasi ipotesi di concorso di colpa della vittima.
La sentenza è immediatamente esecutiva, pur restando la possibilità di impugnazione in appello da parte delle difese, che potranno altresì richiederne la sospensione.
Commentando la decisione, Bruno Rossi ha parlato di una conseguenza naturale della precedente condanna penale, sottolineando come, nel tempo, i condannati non abbiano mai espresso scuse né mostrato vicinanza alla famiglia, se non attraverso un versamento simbolico a un fondo dedicato.
Di segno opposto le reazioni delle difese. L’avvocato Tiberio Baroni, legale di Alessandro Albertoni, ha annunciato ricorso, definendo la decisione un “errore giudiziario” e contestando l’impostazione della sentenza civile, ritenuta fondata su elementi non sufficientemente dimostrati e caratterizzata, a suo dire, da contraddizioni nella ricostruzione dei fatti.
Analoga la posizione dell’avvocato Stefano Buricchi, difensore di Luca Vanneschi, che ha definito il provvedimento “profondamente ingiusto” e annunciato ulteriori iniziative legali. Il legale ha ribadito la posizione di innocenza del proprio assistito, sottolineando come la vicenda presenti, a suo avviso, criticità sia nella lettura dei fatti sia nella valutazione delle responsabilità.
Last modified: Maggio 29, 2026


