Arezzo (giovedì, 28 agosto 2025) — Arezzo si interroga ancora una volta sul tema dell’accessibilità urbana grazie alla denuncia di Ilaria Bidini, attivista aretina, 39 anni, da tempo in prima linea contro le barriere architettoniche. Un suo recente video, diventato virale sui social, riporta al centro del dibattito pubblico una questione che riguarda la dignità e i diritti di migliaia di cittadini: la libertà di muoversi senza ostacoli all’interno della propria città.
di Alice Grieco
Bidini, costretta a muoversi in carrozzina, racconta la fatica quotidiana di chi incontra impedimenti strutturali praticamente ovunque: dai marciapiedi sconnessi alle buche stradali, dall’assenza di rampe nei locali pubblici fino all’inaccessibilità di farmacie e persino chiese. “La libertà di spostarsi non è un privilegio, ma un diritto fondamentale. È una questione di dignità umana”, sottolinea l’attivista in un’intervista, ricordando come da anni porti avanti battaglie di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni locali.
Il nome di Ilaria Bidini non è nuovo alla cronaca: nel 2021 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella per la sua attività contro il bullismo. Nata nel 1985, lo stesso anno in cui vide la luce il Corriere di Arezzo, si prepara oggi a festeggiare i suoi 40 anni con una determinazione che non si è mai incrinata. Nonostante le difficoltà, racconta con orgoglio di essere vicina a conseguire la patente di guida e di aver già acquistato l’auto che le garantirà maggiore autonomia.
Il confronto tra Arezzo e altre realtà italiane, come l’Emilia-Romagna o la vicina Lucca, evidenzia secondo Bidini un ritardo strutturale evidente: in quelle regioni e città storiche, nonostante vincoli architettonici e urbanistici, gli interventi per rendere gli spazi accessibili hanno registrato progressi significativi. Arezzo, invece, sembra ancora prigioniera di una visione parziale, dove le priorità urbanistiche spesso si concentrano su eventi e iniziative di intrattenimento piuttosto che sulla rimozione delle barriere.
La questione del PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), più volte evocato e mai attuato concretamente, resta un nodo centrale. “Se ne parla da anni, ma i cittadini non vedono cambiamenti reali. Tanti proclami, poche azioni concrete”, denuncia Bidini.
La forza del suo messaggio sta nella schiettezza: “I disabili vengono ricordati solo in campagna elettorale, poi tornano a scomparire dalle priorità. Non chiedo privilegi, ma rispetto e pari diritti. Vorrei che chiunque potesse entrare liberamente in un bar, in un ristorante, in una farmacia o in una chiesa senza incontrare ostacoli insormontabili”.
La denuncia si estende anche al trasporto pubblico: se da un lato i taxi riservati funzionano discretamente, dall’altro le pedane elettroniche sugli autobus risultano ancora poco diffuse e sostituite da soluzioni manuali non sempre efficaci.
Ilaria non è una cittadina rassegnata, ma una donna che continua a sollecitare risposte. In passato ha coinvolto i sindaci di ogni colore politico facendoli sperimentare la vita quotidiana in carrozzina, nella speranza di generare empatia e consapevolezza. Tuttavia, la realtà oggi resta quasi immutata.
Dal suo quartiere alla Meridiana, dove vive e lavora online portando avanti progetti educativi e iniziative contro il bullismo, Bidini guarda con lucidità e amarezza a una città che ama profondamente, ma che sente lontana dalle esigenze di chi ha bisogni specifici.
Il suo prossimo compleanno, il 18 settembre, sarà un traguardo importante: un momento per celebrare la vita, ma anche per ribadire con forza un messaggio che riguarda tutti. Perché, come ricorda l’attivista aretina, “un territorio accessibile non è un favore ai disabili, ma un beneficio per l’intera comunità”.
Tag: barriere architettoniche, disabilità, Ilaria bidini, PEBA Last modified: Agosto 28, 2025


