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Addio al pediatra di Castiglion Fiorentino dopo 40 anni: il dottor Vincenzo Benigni va in pensione, ma resterà nel cuore della comunità

Castiglion Fiorentino – Valdichiana (mercoledì, 6 agosto 2025) — Dopo oltre quarant’anni di instancabile dedizione, il dottor Vincenzo Benigni, storico pediatra di Castiglion Fiorentino, si prepara a congedarsi dalla sua professione. Martedì 5 agosto ha segnato l’ultimo giorno di servizio per una figura che ha rappresentato, per intere generazioni, molto più di un semplice medico: un punto di riferimento, un confidente, quasi un membro della famiglia per tanti genitori e bambini della Valdichiana.

di Alice Grieco

Il pensionamento del dottor Benigni non è solo la fine di una carriera esemplare, ma l’uscita di scena di un vero e proprio presidio umano e professionale, la cui presenza ha attraversato decenni di trasformazioni sociali, abitudini familiari e cambiamenti nel sistema sanitario. La medicina territoriale, quella radicata nel tessuto sociale del paese, si fonda su un rapporto diretto, personale, basato sulla fiducia costruita nel tempo. E il dottor Benigni ne è stato l’incarnazione più autentica.

La sua storia professionale è intrecciata a quella della comunità castiglionese. Ha curato, con amore e dedizione, migliaia di bambini, accompagnandoli nel delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Il suo ambulatorio, luogo familiare e accogliente, è stato spesso teatro di piccoli pianti subito placati da una parola gentile e, perché no, da una caramella che rendeva più dolce anche la visita più temuta. Perché la sua medicina era fatta di competenza, certo, ma anche di empatia, ascolto e prossimità.

In una toccante testimonianza pubblicata sui social, Stefania Franceschini – assessore alla sanità del Comune di Castiglion Fiorentino ma anche madre – ha voluto rendere omaggio a questo professionista straordinario: «Vincenzo Benigni è stato un po’ come Mary Poppins – scrive –: dalla sua borsa uscivano sempre gentilezza, modi garbati, sicurezza e competenza. È stato presente, disponibile, rassicurante. Ha seguito con amore intere generazioni di bambini castiglionesi, e quando quei bambini diventavano adolescenti, era davvero difficile lasciarlo. Gli dobbiamo molto, anche per tutti quei piccoli gesti che hanno reso speciali momenti ordinari».

Aneddoti e ricordi, come quello del dottore che raggiungeva i pazienti anche in trattore pur di non mancare a una visita, arricchiscono il patrimonio affettivo che Benigni lascia in eredità. È il ritratto di una medicina d’altri tempi, ma non per questo superata: al contrario, più che mai attuale, in un’epoca che spesso dimentica il valore umano della cura.

Il sentimento comune tra i cittadini è di gratitudine e affetto. In molti continueranno, con discrezione e rispetto, a chiedere consiglio anche dopo il suo pensionamento, con quel tipico garbo che si riserva alle figure care, quasi genitoriali. Perché il medico del paese, come si diceva una volta, non va semplicemente in pensione: resta, in qualche modo, per sempre.

A lui va il ringraziamento più sincero di un’intera comunità. E, insieme, l’augurio che la sua esperienza e il suo esempio possano ispirare le nuove generazioni di medici, chiamati a proseguire nel solco tracciato da una vita di servizio, amore e umanità.

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Tag: , , Last modified: Agosto 6, 2025
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