Arezzo — Un gesto di violenza gratuita, crudele e incomprensibile ha sconvolto la comunità di Arezzo. Nella zona di Agazzi, un gatto randagio – conosciuto da molti residenti per la sua indole docile – è stato ferito a morte da un colpo d’arma da fuoco. Nonostante i tentativi disperati del veterinario e dell’associazione Casa Mauu, l’animale, ribattezzato Brando, non è sopravvissuto.
di Alice Grieco
L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi, è stato reso noto dalla rete di volontari che si occupa della tutela dei felini sul territorio aretino. Lunedì mattina, un cittadino ha trovato il gatto agonizzante nel proprio giardino. Pur non essendone il proprietario, l’uomo lo conosceva bene: Brando era solito rifugiarsi lì, segno di una confidenza maturata nel tempo. Allarmato dalle difficoltà respiratorie del felino, lo ha immediatamente portato dal veterinario dott. Stocchi, che ha effettuato una radiografia rivelando una ernia diaframmatica provocata da un proiettile ancora conficcato nel corpo dell’animale.
Secondo quanto riferito dall’associazione Casa Mauu, il gatto versava in condizioni di grave deperimento, probabilmente da diversi giorni. «Siamo stati contattati per sapere se avremmo potuto occuparci della sua degenza dopo l’intervento chirurgico d’urgenza» spiegano i volontari. «Abbiamo subito offerto la nostra disponibilità, coprendo sia le spese dell’operazione sia quelle del ricovero. Il proiettile è stato rimosso e il diaframma riparato con successo, ma purtroppo Brando non ha resistito. Il suo corpo era ormai troppo debole».
Il proiettile estratto, presumibilmente appartenente a una pistola o carabina ad aria compressa, sarà oggetto di ulteriori accertamenti balistici. Casa Mauu ha già annunciato di aver presentato denuncia contro ignoti, con l’obiettivo di individuare il responsabile di un atto definito «di deliberata crudeltà contro un essere indifeso».
Oltre all’azione legale, l’associazione ha lanciato una campagna di raccolta fondi per realizzare una statua commemorativa in memoria di Brando, simbolo della fiducia tradita e monito contro ogni forma di violenza sugli animali. «Vogliamo che il suo ricordo diventi un segno visibile di rispetto e consapevolezza – spiegano –. Brando era un gatto di nessuno, ma come tanti altri aveva scelto di fidarsi dell’uomo, trovando invece la morte per mano sua. Non possiamo permettere che un episodio simile passi sotto silenzio».
Il luogo dove verrà collocata la piccola opera non è ancora stato definito: Casa Mauu intende sceglierlo insieme ai cittadini e alle realtà sensibili al tema della protezione animale. Tutti i riferimenti per contribuire alla raccolta fondi sono disponibili sui profili social ufficiali dell’associazione.
Conclude il comunicato di Casa Mauu: «Dire “era solo un gatto” significa negare la nostra stessa umanità. Brando era un essere vivente, addomesticato dall’uomo, che si fidava di noi. La sua memoria ci ricordi ogni giorno quanto siamo responsabili delle creature che ci circondano».
Last modified: Novembre 1, 2025


