Arezzo (domenica, 24 maggio 2026) — L’ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Ghinelli sul cantiere incompiuto di via Fabio Filzi si inserisce nel tratto finale della campagna elettorale ad Arezzo e contribuisce ad alimentare il confronto politico su una delle vicende urbanistiche più controverse degli ultimi anni.
di Alice Grieco
Con il provvedimento n. 22 del 15 maggio, che prevede l’attivazione della procedura di “esecuzione in danno”, l’amministrazione comunale ha intimato al Gruppo Iccrea, proprietario dell’area destinata alla futura sede della Polizia Municipale, di intervenire entro termini definiti per risolvere le criticità igienico-sanitarie presenti nel cantiere. In caso di inerzia, sarà il Comune a procedere direttamente all’esecuzione dei lavori, con successivo recupero delle somme anticipate nei confronti della proprietà.
L’atto amministrativo, tuttavia, non ha chiuso la controversia, ma ha riacceso le tensioni politiche, trasformando il dossier di via Filzi in uno dei temi centrali del dibattito elettorale.
“Area degradata e intervento incompiuto”
Tra le ipotesi valutate dall’amministrazione figurava anche l’utilizzo di materiale proveniente da altri cantieri cittadini, in particolare da via Fiorentina, per il riempimento degli scavi e la riduzione dei ristagni d’acqua. La soluzione non avrebbe trovato accoglimento.
Il sindaco Ghinelli ha espresso perplessità sulla posizione della proprietà, definendola incomprensibile alla luce dell’importanza dell’intervento urbanistico avviato nell’area, oggi rimasta in condizioni di evidente degrado. Il primo cittadino ha inoltre richiamato i tentativi di dialogo e le ipotesi avanzate negli anni, compresa la possibilità di un’acquisizione pubblica dell’area, rimaste però senza esito concreto.
In precedenti dichiarazioni, lo stesso sindaco aveva riconosciuto il valore strategico del progetto per la Polizia Municipale, definendolo un obiettivo qualificante del programma amministrativo, non completato per fattori esterni all’ente.
Menchetti: “Fallimento politico e amministrativo”
Tra le critiche più nette figura quella di Michele Menchetti, candidato della Lista Indipendente Per Arezzo, che definisce la vicenda un fallimento dell’azione amministrativa delle giunte Ghinelli.
Richiamando un confronto pubblico tra candidati, Menchetti sottolinea come sul progetto della caserma in via Filzi si sia registrata una posizione unanime di contrarietà da parte dei partecipanti, sintetizzata nella formula “sei no su sei”.
Secondo il candidato, il cantiere rappresenta oggi il simbolo di un’opera mai realizzata e di un’area lasciata in stato di abbandono, con ricadute dirette sul decoro urbano e sulle condizioni igieniche del quartiere, tra ristagni d’acqua, odori, presenza di insetti e roditori. Menchetti invoca inoltre chiarezza sulle responsabilità amministrative e tecniche maturate nel corso degli anni.
Donati: “Rischio di un danno economico per la città”
Critiche anche da Marco Donati, candidato della Coalizione Civica, che attribuisce la vicenda a un’impostazione amministrativa originaria ritenuta debole e priva di un adeguato coinvolgimento dei soggetti interessati.
Secondo Donati, le criticità emerse nel tempo potrebbero tradursi in un potenziale aggravio economico per l’ente pubblico, qualora il Comune fosse costretto a intervenire direttamente per la messa in sicurezza dell’area. L’ordinanza, infatti, prevede l’attivazione dell’esecuzione in danno in caso di mancato intervento della proprietà, con possibili anticipazioni di spesa da parte dell’amministrazione.
Il candidato civico richiama inoltre le responsabilità politiche pregresse e solleva interrogativi sulla coerenza di alcune candidature attuali rispetto alle decisioni assunte nelle precedenti amministrazioni. Allarga infine il tema alla necessità di una visione urbanistica complessiva per l’intera area di Saione.
Ceccarelli: “Un fallimento gestionale evidente”
Sul caso interviene anche Vincenzo Ceccarelli, candidato del centrosinistra, che interpreta l’ordinanza come la conferma delle criticità nella gestione complessiva dell’intervento.
Ceccarelli descrive la situazione del cantiere come una condizione di emergenza, segnata da allagamenti e problemi igienico-sanitari persistenti. Critica inoltre l’ipotesi di utilizzare materiale proveniente da altri cantieri cittadini, definendola un paradosso amministrativo.
Il candidato attribuisce le difficoltà accumulate nel tempo a un ritardo nell’azione politica e amministrativa, sottolineando come la questione sia stata affrontata solo in una fase avanzata delle criticità.
Un dossier ancora aperto
Nel frattempo, il cantiere di via Filzi resta fermo e continua a generare preoccupazione tra i residenti, alle prese con ristagni d’acqua e condizioni di degrado ambientale.
L’ordinanza stabilisce termini stringenti: entro cinque giorni dovranno essere eliminate le acque stagnanti, mentre entro trenta giorni dovranno essere completate le operazioni di tombamento degli scavi e la messa in sicurezza complessiva dell’area.
In caso di inadempienza della proprietà, il Comune procederà direttamente agli interventi. Una prospettiva che, con la fase di transizione amministrativa ormai imminente, rischia di trasformare la vicenda in uno dei primi dossier aperti per la futura governance cittadina.
Last modified: Maggio 24, 2026


