Arezzo (lunedì, 7 luglio 2025) — Momenti di autentico terrore si sono consumati nella tarda mattinata di sabato 5 luglio 2025 presso la piscina dello Sporting Club in via di Cognaia, quando un bambino di soli quattro anni ha rischiato di annegare durante un’attività estiva organizzata nell’ambito dei campi solari. Grazie alla prontezza, alla preparazione e al sangue freddo di una giovane istruttrice, il pericolo è stato scongiurato e il piccolo ha potuto ricevere le cure necessarie in tempo utile.
di Alice Grieco
Era da poco passata l’ora delle 11:18 quando, durante una sessione ludico-motoria in acqua prevista per i gruppi di bambini partecipanti al centro estivo, si è verificato un incidente che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. La giornata, calda e assolata come solo le mattine di luglio sanno essere, era iniziata sotto i migliori auspici: i bambini giocavano in vasca, sotto la sorveglianza costante di istruttori esperti e personale qualificato per l’assistenza ai bagnanti.
Tra loro, Martina, giovane istruttrice di nuoto di appena 22 anni, ha notato qualcosa che non andava. Un bambino era immobile in acqua. Non rispondeva ai richiami, non eseguiva alcun comando. Un comportamento anomalo, che la ragazza ha immediatamente interpretato come segnale d’allarme.
Senza esitare un solo istante, Martina si è lanciata in acqua dal bordo della vasca. Ha raggiunto il piccolo, lo ha afferrato e lo ha portato fuori dalla piscina. Il bambino era privo di coscienza. Martina, nonostante l’emozione e la giovane età, ha attivato le competenze acquisite durante la formazione, attuando tempestivamente le manovre salvavita: ha liberato le vie aeree spostando la lingua, lo ha posizionato correttamente per favorire la respirazione e ha praticato le tecniche di primo soccorso previste nei casi di emergenza respiratoria.
A supportarla è giunto pochi secondi dopo Luca, il bagnino in servizio, la cui presenza si è rivelata fondamentale per completare l’intervento. La respirazione del bambino è ripresa rapidamente: erano trascorsi appena dieci secondi dal momento in cui era stato soccorso. Il piccolo, tuttavia, aveva ingerito una notevole quantità di acqua e ha vomitato subito dopo aver ripreso i sensi.
La macchina dei soccorsi ha funzionato in modo impeccabile. La centrale operativa del 118 ha gestito la chiamata con efficienza, inviando immediatamente un’ambulanza BLSD della Croce Bianca, giunta sul posto con grande rapidità. L’equipaggio – composto dall’autista Andrea Alò, dalla soccorritrice Samanta Pastorelli e da una giovane studentessa spagnola in tirocinio Erasmus per diventare tecnico del soccorso – ha preso in carico il bambino, monitorandone i parametri vitali e garantendo un’assistenza continuativa. Poco dopo è giunta anche l’automedica con a bordo un medico, che ha completato la valutazione clinica sul posto.
Il bambino, al momento dell’arrivo del personale sanitario, era già vigile. Trasportato in codice giallo all’ospedale San Donato, è rimasto sotto osservazione per tutta la giornata di ieri, al fine di escludere complicazioni legate all’incidente e assicurare un recupero completo e senza strascichi. Al suo fianco, la madre, accorsa immediatamente dopo aver ricevuto la notizia.
La struttura dello Sporting Club si è confermata all’altezza delle esigenze di sicurezza previste per attività frequentate da minori. L’efficienza dimostrata nella gestione dell’emergenza offre uno spunto di riflessione sulla necessità di una formazione continua per tutto il personale coinvolto in contesti sportivi ed educativi.
Tag: azione corale, sporting club, tragedia sfiorata Last modified: Luglio 7, 2025

