Arezzo (mercoledì, 10 settembre 2025) — La Toscana si conferma una delle regioni italiane più colpite dall’espansione delle ecomafie e dalla diffusione della corruzione ambientale. Secondo il rapporto “Ecomafia 2025. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”(Edizioni Ambiente), la regione registra un aumento complessivo dei reati ambientali dell’11,6% rispetto all’anno precedente, posizionandosi al sesto posto nella classifica nazionale, subito dopo il Lazio e prima della Sardegna.
di Alice Grieco
Nel dettaglio, le infrazioni rilevate in Toscana nel 2025 ammontano a 2.587 reati, contro i 2.318 del 2023, una media di quasi sette illeciti al giorno, ovvero uno ogni circa tre ore. I dati emergono da controlli effettuati dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto, con un totale di 104.100 verifiche sul territorio, che hanno evidenziato come il 6,4% dei reati nazionali si sia concentrato proprio nella nostra regione.
L’incremento dell’illegalità non si limita ai soli reati penali. Le persone denunciate passano da 2.273 a 2.446, mentre gli arresti salgono da 1 a 6 e i sequestri da 302 a 368. Parallelamente, crescono anche gli illeciti amministrativi, con 6.718 infrazioni registrate, oltre 900 in più rispetto al 2024.
“La Toscana mantiene una posizione preoccupante nella classifica del disonore ambientale, con il 9% di infrazioni accertate sui controlli effettuati, di cui il 6,5% di natura amministrativa e il 2,5% penale”, commenta Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana. “Particolarmente critici risultano il ciclo del cemento e i reati contro gli animali, in particolare in ambito marino, con fenomeni di pesca di frodo e altre violazioni diffuse. È una situazione grave che richiede monitoraggio costante nei prossimi mesi e anni”.
La provincia di Livorno è l’unica toscana presente nella classifica nazionale dei territori più colpiti, occupando la 15ª posizione su 20, tra Ancona e Palermo. Qui si registrano 529 reati e 1.038 illeciti amministrativi, in lieve calo rispetto al 2024. Tra le province con maggior numero di infrazioni ambientali si distinguono anche Firenze (300 reati) e Lucca (199 reati).
I settori più colpiti nella regione sono:
- Ciclo del cemento: la Toscana è quarta a livello nazionale, con Livorno a guidare la classifica (99 reati, 139 persone denunciate, 4 sequestri), seguita da Siena e Arezzo. Particolarmente critica è la situazione nell’arcipelago toscano, in particolare all’Isola d’Elba.
- Ciclo dei rifiuti: sono stati rilevati 602 reati, con 16.280 controlli, 587 persone denunciate, 1 arresto e 217 sequestri. Firenze guida la classifica provinciale con 102 reati, seguita da Arezzo (91) e Pisa (84), e guida anche quella nazionale per il numero di illeciti amministrativi (236).
- Reati contro gli animali: 493 reati rilevati su 15.533 controlli, con 412 denunce e 125 sequestri. Livorno guida con 229 reati, quasi la metà di quelli registrati in tutta la regione, seguita da Lucca e Massa-Carrara.
I dati delineano un quadro complesso e preoccupante, che evidenzia non solo la persistenza, ma anche l’espansione di pratiche illegali in settori chiave dell’economia e dell’ambiente toscano. La combinazione tra corruzione, criminalità ambientale e inadeguata prevenzione rischia di compromettere risorse naturali, biodiversità e sviluppo sostenibile della regione.
Monitorare costantemente il fenomeno, rafforzare i controlli e incentivare la cultura della legalità restano dunque priorità imprescindibili per contrastare la crescita delle ecomafie e proteggere l’ecosistema toscano.
Tag: dati allarmanti, ecomafie, illegalità ambientale Last modified: Settembre 10, 2025


