Arezzo (giovedì, 19 giugno 2025) — Il provvedimento di sospensione del giudizio a carico di uno studente di un liceo di Arezzo, che ha riportato un’insufficienza in Latino (voto 5 da recuperare entro fine agosto), sarà oggetto di valutazione da parte del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana. La madre del giovane ha presentato formale ricorso, contestando la legittimità della decisione assunta dal consiglio di classe.
di Alice Grieco
Secondo quanto sostenuto nella documentazione presentata, non sarebbe stata fornita alcuna comunicazione preventiva relativa a difficoltà scolastiche significative durante l’anno. Inoltre, la famiglia lamenta l’assenza di interventi didattici individualizzati, corsi di recupero, verifiche intermedie o colloqui formali tra scuola e genitori, che avrebbero potuto evidenziare per tempo eventuali criticità nell’apprendimento della disciplina.
Tali omissioni, si sostiene nel ricorso, configurerebbero una violazione delle garanzie procedurali previste dalla normativa vigente in materia di valutazione scolastica, rendendo il provvedimento “arbitrario, sproporzionato, privo di motivazione e lesivo dei diritti dello studente”.
L’istituto scolastico si è costituito in giudizio, sostenendo la piena legittimità del giudizio espresso dal consiglio di classe e l’adeguatezza delle valutazioni effettuate.
Sarà ora compito dei giudici del TAR Toscana pronunciarsi, in prima battuta, sull’eventuale sospensiva della sospensione del giudizio e, successivamente, sulla validità del voto attribuito in sede di scrutinio finale.
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