Arezzo (domenica, 7 giugno 2026) — “La medicina generale deve restare fondata sulla libera scelta del medico, sulla continuità assistenziale e sul rapporto fiduciario con il paziente. Qualsiasi riforma del territorio non può prescindere da questi principi”.
di Alice Grieco
È quanto afferma Ilaria Vinerbi, presidente provinciale dello SNAMI, intervenendo nel dibattito sulla riorganizzazione della medicina territoriale e dell’assistenza primaria.
Secondo il sindacato, la gestione della cronicità, le attività di prevenzione e la medicina di iniziativa devono continuare a rappresentare un pilastro della medicina generale, valorizzando la conoscenza continuativa del paziente e la presa in carico nel tempo.
“Il rapporto fiduciario che caratterizza l’assistenza primaria – sottolinea Vinerbi – non può essere assimilato a modelli organizzativi che rischiano di indebolire la libera scelta del cittadino e la responsabilità professionale del medico”.
Lo SNAMI ribadisce quindi la propria disponibilità al confronto istituzionale sulla riforma del territorio, con l’obiettivo di contribuire a un assetto ritenuto sostenibile e in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini senza penalizzare il lavoro dei medici.
“Servono decisioni chiare, verificabili e sostenibili – prosegue la segretaria provinciale –. Le aperture sul tema della specializzazione e sul superamento del ruolo unico devono tradursi in provvedimenti concreti per il futuro dell’assistenza primaria”.
Per il sindacato, il futuro della medicina generale passa da un modello in grado di coniugare flessibilità organizzativa, qualità dell’assistenza, continuità delle cure e prossimità territoriale.
“La medicina generale va rafforzata e integrata nel territorio – conclude Vinerbi – senza perdere il valore centrale del rapporto umano e professionale tra medico e paziente”.
I temi sono stati affrontati anche nel corso del Comitato Centrale dello SNAMI, nell’ambito dell’analisi della proposta di legge C.2218 Benigni.
Last modified: Giugno 7, 2026


