Arezzo (giovedì, 21 agosto 2025) — La questione del personale scolastico non docente torna prepotentemente al centro del dibattito in Toscana. La Cgil, attraverso una lettera ufficiale indirizzata ai vertici dell’amministrazione scolastica regionale e provinciale, lancia un grido d’allarme sulla grave carenza di organico tra gli Ata – assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici – nelle scuole della provincia di Arezzo. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di compromettere non soltanto l’avvio ordinato dell’anno scolastico, ma anche la qualità complessiva del servizio educativo.
di Alice Grieco
A firmare la missiva è Luisa Attaguile, responsabile del dipartimento scuola della Cgil, che ha scritto al direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia, al provveditore aretino Lorenzo Pierazzi, al segretario toscano della Flc-Cgil Pasquale Cuomo e a tutti i dirigenti scolastici del territorio. Nel documento il sindacato non usa mezzi termini: “Siamo preoccupati e indignati per l’assegnazione dei contingenti di personale Ata, gravemente insufficienti e del tutto inadeguati a garantire il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche della provincia”.
Una carenza strutturale che incide su sicurezza e inclusione
Secondo la Cgil, gli effetti della riduzione degli organici sono già visibili e destinati ad aggravarsi con la ripresa delle lezioni: rallentamenti negli adempimenti amministrativi, difficoltà nella gestione dei laboratori, ridotta assistenza agli studenti – in particolare quelli con disabilità – e un abbassamento degli standard di vigilanza e sicurezza negli edifici scolastici. Una spirale che, se non affrontata, rischia di tradursi in un vero e proprio disservizio sistemico.
I numeri confermano le criticità. Arezzo conta 42.073 studenti, pari al 9,63% della popolazione scolastica toscana. Si colloca al quarto posto regionale dopo Firenze (114.165 alunni, 26%), Pisa (50.929, 11,66%) e Lucca (45.626, 10,45%). Elevata anche l’incidenza degli studenti con disabilità: nell’Aretino sono 2.288, di cui 1.115 in situazione di gravitàriconosciuta ai sensi della legge 104.
Nonostante queste dimensioni, il contingente Ata appare sottodimensionato. In base ai dati ufficiali, la provincia ha ottenuto solo:
- 20 assunzioni su 70 posti di assistenti amministrativi (28,17%);
- 5 su 25 assistenti tecnici (20%);
- 50 su 158 collaboratori scolastici (31,65%);
- appena un guardarobiere su 8 posti disponibili e un cuoco su 5 previsti.
Il quadro finale è ancora più chiaro: 11 assistenti amministrativi, 11 tecnici e 83 collaboratori scolastici effettivi per un territorio che comprende 50 istituti e 257 plessi scolastici, una distribuzione capillare che richiederebbe ben altre risorse.
Disparità tra province e rischio per il diritto allo studio
Il sindacato denuncia anche uno squilibrio interno alla regione: province con un numero di alunni comparabile avrebbero ottenuto contingenti più consistenti. Una disparità che, sottolinea la Cgil, “incide negativamente sul diritto allo studio e all’inclusione, aggrava il carico di lavoro del personale già in servizio e abbassa gli standard di qualità e sicurezza nelle scuole aretine”.
Da qui l’appello per una revisione immediata dei criteri di distribuzione dei posti in deroga, affinché vengano riconosciute le reali esigenze del territorio. “Le carenze croniche del personale Ata determinano un disservizio continuo che compromette non solo il funzionamento degli istituti, ma anche la tutela delle fasce più fragili della popolazione studentesca” – ribadisce Attaguile.
Una questione di equità e di prospettiva
Il tema non riguarda solo i lavoratori, ma l’intera comunità scolastica: studenti, famiglie e docenti. La presenza di un numero adeguato di assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici rappresenta infatti un requisito imprescindibile per garantire l’efficacia delle attività didattiche, la sicurezza delle strutture e l’inclusione di tutti gli alunni.
In assenza di interventi, conclude la Cgil, l’istruzione pubblica rischia di essere penalizzata da una carenza organizzativa che mette in discussione uno dei principi cardine della scuola italiana: l’uguaglianza delle opportunità educative.
Tag: CGIL, personale ata, scuola Last modified: Agosto 21, 2025


