Sansepolcro – Arezzo (mercoledì, 25 febbraio 2026) – Dopo un lungo lavoro di recupero e riorganizzazione, l’archivio degli Ex Spedali Riuniti di Sansepolcro torna finalmente fruibile al pubblico. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Azienda USL Toscana Sud Est, il Comune di Sansepolcro e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, con il supporto finanziario del Ministero della Cultura.
di Alice Grieco
I documenti, memoria della storia medico-sanitaria e sociale della Valtiberina, trovano ora collocazione nella Biblioteca Comunale Dionisio Roberti, all’interno di Palazzo Ducci Del Rosso, con spazi attrezzati per conservare oltre 50 metri lineari di carte.
L’importanza dell’archivio era emersa durante il censimento del patrimonio archivistico dell’Azienda USL negli anni 2019-2021. Le successive operazioni preliminari per la selezione dei documenti hanno confermato il valore storico del materiale, spingendo il Direttore della Zona Distretto, Giampiero Luatti, a cercare una sede idonea in cui custodirlo e valorizzarlo.
Grazie al contributo di 9.000 euro ottenuto dal bando annuale della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, è stato possibile attivare il lavoro della dottoressa Elena Zanchi, archivista incaricata di recuperare e ordinare 1.222 unità documentarie. La supervisione della Soprintendenza, affidata alle dottoresse Maria Francesca Stamuli ed Elena Ceccarini, e la collaborazione di professionisti locali hanno consentito di ricongiungere serie archivistiche storiche, tra cui quelle della Compagnia e Ospedale di Santa Maria della Misericordia, dell’Ospedale degli Infermi e della Fraternita di San Bartolomeo e Spedale degli Esposti.
Il riordino ha permesso di colmare buchi cronologici e ricostruire con precisione la storia medico-sanitaria della città dal XIV secolo fino al 1948. Tra i documenti spiccano registri dei neonati abbandonati e degli internati civili slavi del campo di concentramento di Renicci di Anghiari, testimonianze che sarebbero rimaste sepolte senza questo progetto.
“Restituire al territorio questo patrimonio significa non solo preservare la memoria storica, ma anche ricostruire una parte significativa della storia medico-sanitaria e sociale della Valtiberina”, ha commentato Biancamaria Rossi, Direttrice amministrativa dell’ASL Toscana Sud Est.
Il prossimo passo sarà l’inventariazione dei documenti ospedalieri dal 1948 al 1976, anno di chiusura della storica sede e trasferimento al nuovo ospedale della Valtiberina.
“La collaborazione tra istituzioni locali e ASL dimostra come la tutela del patrimonio archivistico possa diventare modello di valorizzazione culturale e memoria collettiva”, ha sottolineato Maria Francesca Stamuli della Soprintendenza.
Secondo Elena Zanchi, “l’archivio restituisce ai cittadini le storie di una comunità attraverso l’esperienza dei sodalizi che nei secoli hanno curato l’assistenza ospedaliera, fornendo chiavi di lettura per comprendere il presente e costruire un futuro consapevole”.
Last modified: Febbraio 25, 2026


