Scritto da 4:07 am Arezzo, Attualità, Top News

Prada e Bertelli: nuovi scenari occupazionali e rigenerazione urbana nel cuore dell’Aretino

Arezzo (venerdì, 1 agosto 2025) — In un contesto economico caratterizzato da incertezze e riconfigurazioni produttive, il Gruppo Prada – guidato dalla visione imprenditoriale di Patrizio Bertelli – si conferma come una delle realtà industriali più dinamiche e solide del panorama italiano e internazionale. La maison del lusso continua a investire nel territorio, rafforzando la propria presenza in provincia di Arezzo con nuove assunzioni, ampliamenti infrastrutturali e progetti di rigenerazione urbana che promettono di generare significative ricadute occupazionali e sociali.

di Alice Grieco

Attualmente, i vari stabilimenti di Prada disseminati nella provincia di Arezzo impiegano direttamente circa 2.000 addetti, ai quali si somma un indotto consistente legato alle filiere artigianali e logistiche locali. Un numero destinato a crescere ulteriormente: il gruppo ha infatti avviato un processo di potenziamento dei propri siti produttivi, con particolare attenzione al complesso di Terranuova Bracciolini, considerato uno degli snodi strategici dell’azienda per la produzione di abbigliamento di alta gamma.

Secondo quanto dichiarato da Elisa Calori, segretaria della Filctem CGIL, si prevede l’introduzione di nuove linee produttive e l’assunzione di figure qualificate, sia giovani che professionisti con esperienza. Un mix generazionale pensato per favorire il trasferimento di competenze e garantire la continuità della tradizione manifatturiera toscana, uno dei pilastri dell’identità produttiva di Prada.

Accanto all’espansione industriale, si inserisce una delle operazioni immobiliari più attese nel capoluogo aretino: l’acquisizione, per un valore di otto milioni di euro, dell’area ex Lebole da parte della società immobiliare Peschiera, controllata dallo stesso Bertelli. Si tratta di un’area di circa 15 ettari che per oltre vent’anni è rimasta in stato di abbandono, e che oggi si prepara a rinascere grazie a un progetto che, sebbene ancora non ufficialmente presentato, prevede importanti interventi di demolizione, ricostruzione e rifunzionalizzazione.

La natura dell’intervento rimane in parte riservata. Si parla, in maniera ancora informale, della possibilità di realizzare un parco urbano integrato a spazi culturali e forse, secondo indiscrezioni, anche a un centro espositivo dedicato alla collezione d’arte privata di Bertelli. Tuttavia, l’amministrazione comunale – con il sindaco Alessandro Ghinelli e l’assessore all’urbanistica Francesca Lucherini – ha espresso disponibilità a collaborare in modo attivo, fino a ipotizzare una variante urbanistica che possa accogliere anche destinazioni d’uso produttive, oggi non previste dal piano regolatore per quell’area.

In attesa dei progetti esecutivi, è già chiaro che il cantiere ex Lebole sarà uno dei più imponenti della città negli ultimi decenni. Centinaia di professionisti, operai specializzati, tecnici e imprese locali verranno coinvolti in un processo di trasformazione che punta a restituire dignità e funzione a un sito industriale storicamente legato alla manifattura tessile. L’intenzione, come emerge dalle scelte stilistiche già adottate da Prada in altre sedi (si pensi alle cosiddette “fabbriche giardino”), è quella di coniugare efficienza produttiva con qualità architettonica, sostenibilità ambientale e valore estetico. Un’operazione che riflette la filosofia di un’impresa che fa dell’armonia tra forma e funzione il proprio segno distintivo.

La presenza di Prada in Toscana si articola in una rete capillare di stabilimenti e poli produttivi, che vanno da Arezzo città – con il centro tecnologico Prada Engineering di San Zeno – ai comuni limitrofi di Valdarno (San Giovanni, Montevarchi, Levane, Terranuova Bracciolini), fino a realtà più distanti come Foiano della Chiana e Piancastagnaio sull’Amiata. Ogni sito è specializzato in un comparto preciso: pelletteria, calzature, abbigliamento, logistica e R&S, contribuendo alla solidità e all’autonomia produttiva del gruppo.

Secondo gli ultimi dati, Prada ha registrato nel 2024 un fatturato pari a 5,4 miliardi di euro, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. I dipendenti globali del gruppo sono oltre 15.200, distribuiti in 26 stabilimenti. Un risultato che conferma la resilienza e la capacità espansiva dell’azienda, anche in un momento in cui altri comparti del tessile-moda vivono rallentamenti e ridimensionamenti, specialmente sul fronte locale.

Parte integrante della strategia del gruppo è l’investimento nel capitale umano, attraverso la formazione interna e l’inserimento progressivo di nuove leve. La media anagrafica nel settore manifatturiero toscano si aggira oggi intorno ai 47 anni, e il passaggio di competenze tra generazioni diventa una necessità strutturale. Per questo Prada continua a selezionare personale giovane con buone attitudini manuali, promuovendo l’apprendimento diretto sul campo e il consolidamento delle capacità tecniche che costituiscono il cuore della manifattura di lusso.

Condividi la notizia:
Tag: , , Last modified: Agosto 1, 2025
Close