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Ponte alla Chiassa, il crossodromo non si farà: respinte entrambe le proposte. I cittadini esultano, l’Amministrazione chiude la procedura

Ponte alla Chiassa – Arezzo (venerdì, 18 luglio 2025) — In un epilogo atteso ma non scontato, si è concluso negativamente il procedimento per l’affidamento dell’area comunale di Ponte alla Chiassa destinata, secondo due distinte proposte progettuali, alla realizzazione di un impianto per la pratica del motocross. Le due offerte, presentate rispettivamente dalla Steels Motocross di Castiglion Fiorentino e dal Motoclub ChiusdinoMxpark, sono state infatti respinte dalla commissione tecnica incaricata della valutazione, in quanto ritenute entrambe non idonee sotto diversi profili, in particolare ambientali e strutturali.

di Alice Grieco

Nel corso dell’istruttoria, l’organo tecnico ha individuato significative problematicità anche nella proposta che aveva conseguito il punteggio più elevato. Nonostante lievi differenze di impatto tra le due progettualità, entrambe sono risultate non conformi rispetto alle caratteristiche dell’area e ai vincoli normativi esistenti. In particolare, sono emerse forti perplessità relative:

  • alle modifiche strutturali del tracciato esistente, che avrebbero comportato movimenti terra non compatibili con i vincoli ambientali e paesaggistici;
  • alla previsione di un’attività motoria intensiva, su base quotidiana e con picchi significativi nei fine settimana;
  • all’assenza di indicazioni dettagliate circa la copertura economica degli interventi necessari alla mitigazione degli impatti ambientali.

Questi elementi hanno portato a una valutazione complessivamente negativa, tale da escludere il riconoscimento dell’interesse pubblico per entrambe le proposte.

L’esito della procedura è stato accolto con soddisfazione dai residenti di Ponte alla Chiassa, in particolare dal comitato civico che, fin dall’inizio, si era mobilitato affinché l’area non venisse destinata nuovamente a impianti per sport motoristici. “Abbiamo difeso il nostro territorio con determinazione – hanno dichiarato i cittadini – e siamo finalmente giunti alla conclusione di questa vicenda che ci ha visti impegnati per mesi”.

La comunità aveva più volte sottolineato come l’area, sebbene inutilizzata, rappresentasse un’importante risorsa ambientale da valorizzare con attività sostenibili e compatibili con la fragilità idrogeologica del territorio.

In una nota ufficiale, l’Amministrazione comunale ha ribadito la propria volontà di riqualificare l’area, che si estende per circa 30mila metri quadrati, ma ha anche precisato come qualsiasi utilizzo debba necessariamente tener conto della classificazione a rischio idraulico elevato che grava sulla zona. Tali vincoli escludono in modo categorico la possibilità di edificare strutture permanenti e limitano fortemente la natura delle attività che vi si possono insediare.

“Il nostro intento – si legge nel comunicato – è sempre stato quello di favorire la rinascita di uno spazio sportivo oggi abbandonato, ma nel rispetto assoluto della normativa vigente, in particolare quella ambientale e paesaggistica”.

La procedura pubblica si è dunque chiusa senza l’assegnazione dell’area né il riconoscimento di un progetto di interesse pubblico. Tuttavia, la decisione non preclude future possibilità. Qualora emergano nuove proposte capaci di coniugare sostenibilità, compatibilità ambientale e valore sportivo, l’Amministrazione si è detta disponibile a valutarle.

Nel frattempo, l’area resta di proprietà comunale, in attesa di un destino che, auspicabilmente, possa tener conto delle esigenze della collettività, della tutela del territorio e della promozione di uno sport inclusivo e non impattante.

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Tag: , , Last modified: Luglio 18, 2025
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