Arezzo (lunedì, 23 giugno 2025) — Il Comune di Arezzo ha recentemente pubblicato i risultati della campagna di monitoraggio olfattivo commissionata a Ecol Studio, finalizzata alla valutazione della percezione degli odori nell’area compresa tra le frazioni di San Zeno, Le Poggiola, Ponte a Chiani, Ruscello, Battifolle e Olmo. L’indagine si è svolta nell’arco temporale di un anno, dal 2 aprile 2024 al 31 marzo 2025, con l’obiettivo di determinare l’esposizione della popolazione agli odori presenti in atmosfera.
Di Alice Grieco
Lo studio si è avvalso del metodo Field Inspection – metodo a griglia, conforme alla norma europea UNI EN 16841-1:2017, che consente una misurazione sistematica della frequenza di odori percepiti sul territorio. Il periodo di monitoraggio è stato suddiviso in quattro trimestri, due riferiti alla stagione calda (2 aprile – 30 settembre 2024) e due alla stagione fredda (1 ottobre 2024 – 31 marzo 2025), garantendo una copertura stagionale completa del fenomeno olfattivo.
Il monitoraggio ha incluso una serie di matrici odorigene di rilevanza ambientale: rifiuto umido, biofiltro, fognatura, solvente, ammoniaca, asfalto e fertilizzante. I rilievi sono stati effettuati da valutatori esperti, appositamente formati, che hanno registrato sul campo la frequenza della percezione degli odori per ciascuna matrice, in differenti ore del giorno e condizioni climatiche.
Attraverso l’applicazione della metodologia standardizzata, è stato possibile calcolare un indice quantitativo di esposizione olfattiva (frequenza oraria di odore percepito) associato alle diverse sorgenti odorose.
L’analisi dei dati ha evidenziato una maggiore esposizione olfattiva nella zona sud del territorio comunale, in particolare tra Ponte alla Nave e l’area industriale di San Zeno. In quest’area sono stati percepiti quasi tutti i tipi di odore monitorati, ad eccezione di quelli attribuibili a fognatura e asfalto, riscontrati prevalentemente nella parte nord della griglia di rilevamento.
In assenza di limiti normativi nazionali relativi alla concentrazione di odori in aria ambiente, lo studio ha effettuato un confronto con i parametri di riferimento indicati nelle linee guida tedesche GOAA – Guideline on Odor in Ambient Air, ampiamente adottate in ambito europeo come benchmark per la valutazione dell’impatto olfattivo.
A supporto del monitoraggio scientifico, il progetto si è avvalso anche della piattaforma TOM (Total Odour Management), messa a disposizione da Ecol Studio, attraverso la quale i cittadini hanno potuto segnalare episodi di odori molesti. Le segnalazioni spontanee si sono dimostrate coerenti con i dati oggettivi raccolti sul campo, rafforzando la rappresentatività del quadro emerso.
“Questa iniziativa rappresenta un impegno concreto verso il miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini,” ha dichiarato il sindaco Alessandro Ghinelli. “Abbiamo adottato un approccio scientifico per rispondere alle numerose segnalazioni ricevute, e i risultati ottenuti ci forniscono ora dati oggettivi e misurabili, che saranno trasmessi agli enti competenti come ASL, ARPAT e Regione Toscana.”
Anche l’Assessore Marco Sacchetti ha sottolineato l’importanza dello studio:
“L’indagine, basata su una metodologia riconosciuta a livello europeo e sul coinvolgimento attivo della popolazione, ci ha permesso di ottenere un quadro chiaro dell’esposizione olfattiva in aree dove in passato si erano registrate numerose segnalazioni. I dati raccolti saranno ora messi a disposizione di tutti gli enti competenti in materia ambientale e sanitaria.”
Secondo quanto riportato nella documentazione ufficiale, durante i 12 mesi di monitoraggio è stato rilevato che il valore guida del 15% di frequenza di odore di rifiuto umido (soglia di accettabilità GOAA) è stato superato in sei cellecontigue situate nelle immediate vicinanze dell’impianto AISA SpA. In tutte le aree residenziali, invece, la frequenza di percezione è risultata inferiore al limite del 10%, indicando una bassa esposizione per la popolazione.
Un’analisi comparativa tra il primo trimestre e l’intero anno rivela un calo significativo della frequenza degli odori: nel primo trimestre si registrava una frequenza massima del 62,5% nella cella dell’impianto, con valori nelle aree residenziali compresi tra il 4,2% e il 16,7%. Sebbene la norma UNI preveda come riferimento solo il dato annuale, tale confronto suggerisce una progressiva attenuazione del fenomeno olfattivo nel tempo.
Attualmente, l’unica area in cui si riscontra ancora un superamento della soglia di tollerabilità è quella immediatamente adiacente all’impianto. Tuttavia, gli interventi previsti nei prossimi procedimenti autorizzativi e di ammodernamento impiantistico puntano a ridurre ulteriormente l’esposizione odorosa, riportandola al di sotto dei livelli accettabili.
Tag: ECOL, monitoraggio olfattivo, Risultati, studio Last modified: Giugno 23, 2025

