Modena (lunedì, 25 maggio 2026) — Il dramma avvenuto nei giorni scorsi a Modena, dove un uomo già in carico ai servizi psichiatrici ha investito con un’automobile alcuni pedoni causando numerosi feriti, ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il tema della salute mentale e dell’efficacia delle reti di assistenza territoriale. Secondo quanto emerso dalle indagini, il responsabile risultava noto ai servizi sanitari per pregresse condizioni di natura psichiatrica.
di Alice Grieco
A partire da questo episodio, il Centro Franco Basaglia ha diffuso una riflessione critica sul progressivo indebolimento della psichiatria di comunità e sulla riduzione della capacità di intervento delle strutture socio-sanitarie di prossimità.
Nella nota, l’associazione sottolinea come “il dramma di Modena ci riporta al tema dell’impoverimento dei servizi di salute mentale territoriali”, evidenziando una tendenza al ridimensionamento delle risorse umane e operative dedicate al settore. Tale processo avrebbe inciso sulla funzione di prevenzione e di intercettazione precoce del disagio, storicamente affidata ai servizi territoriali.
L’organizzazione richiama inoltre il modello di psichiatria comunitaria sviluppatosi a partire dalla riforma Basaglia, osservando come gli operatori risultino oggi sempre più concentrati all’interno delle strutture ospedaliere, con una ridotta presenza nei contesti sociali e nei luoghi di vita quotidiana.
“Un servizio sufficientemente dotato di personale può e deve partecipare alla vita delle comunità”, si legge nel documento, che insiste sulla necessità di mantenere un contatto diretto con i territori per favorire l’emersione precoce delle situazioni di sofferenza e consentire interventi tempestivi.
Nel testo viene inoltre evidenziato come la progressiva riduzione della presenza territoriale abbia reso più difficile intercettare segnali di disagio provenienti dall’ambiente familiare e sociale delle persone coinvolte. “I servizi impoveriti non possono più stare in mezzo alla gente”, afferma la nota, descrivendo una condizione in cui gli operatori sarebbero oggi meno accessibili alle segnalazioni informali provenienti dalla comunità.
Con riferimento al caso di Modena, il Centro osserva che eventuali segnali di sofferenza avrebbero potuto essere presenti già da tempo, ricordando come la persona coinvolta fosse stata seguita dai servizi fino al 2024.
Da questa analisi deriva la richiesta di un rafforzamento strutturale della rete dei servizi di salute mentale, non solo in ambito sanitario ma anche sociale. “La carenza di reti sociali e sanitarie produce solitudine, isolamento e disperazione”, conclude l’associazione, richiamando la necessità di recuperare una dimensione comunitaria della psichiatria territoriale e di restituire centralità alla prevenzione e alla presa in carico diffusa sul territorio.
Last modified: Maggio 25, 2026


