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Israele lancia l’offensiva di terra: carri armati a Gaza City, raid aerei senza sosta

Gaza (martedì, 16 settembre 2025) — Israele ha avviato una nuova fase del conflitto nella Striscia di Gaza con l’ingresso dei carri armati a Gaza City, segnando l’inizio di un’operazione di terra che si preannuncia cruciale e drammatica. La città, già martoriata da giorni di bombardamenti, è stata investita da una serie di esplosioni di grande potenza, mentre dal cielo è piovuta una pioggia incessante di ordigni. Secondo quanto comunicato dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf), sarebbero stati colpiti 850 obiettivi ritenuti strategici.

di Alice Grieco

La svolta militare è arrivata dopo settimane di intensi attacchi aerei e missilistici che hanno colpito infrastrutture, edifici residenziali e presunti depositi di armamenti appartenenti alle milizie armate di Hamas. L’operazione di terra, tuttavia, segna un punto di rottura: si tratta non solo di una dimostrazione di forza, ma di una strategia volta a ristabilire il controllo su aree ritenute vitali per la sicurezza israeliana.

Testimoni locali parlano di un panorama apocalittico: colonne di fumo nero si alzano dal centro della città, i quartieri periferici risultano devastati e le sirene delle ambulanze risuonano senza sosta. L’avanzata dei tank israeliani nelle zone urbane, estremamente dense e popolate, solleva inoltre forti preoccupazioni umanitarie, dal momento che la popolazione civile continua a essere intrappolata sotto le macerie e in condizioni di estrema vulnerabilità.

Sul piano politico e diplomatico, la comunità internazionale osserva con crescente inquietudine. Le organizzazioni umanitarie hanno lanciato appelli urgenti per l’apertura di corridoi sicuri, denunciando la scarsità di medicinali, acqua potabile ed elettricità. Le Nazioni Unite hanno convocato una riunione straordinaria per discutere delle conseguenze di un’operazione che rischia di trasformare Gaza in un teatro di distruzione totale.

Israele, da parte sua, ribadisce che gli attacchi sono diretti esclusivamente contro strutture militari, centri di comando e depositi di armamenti delle fazioni armate. Tuttavia, la distinzione tra obiettivi strategici e zone civili appare sempre più labile in un contesto urbano così densamente popolato.

Mentre il conflitto si intensifica, cresce il timore che la nuova offensiva possa sfociare in un’escalation regionale, coinvolgendo attori esterni e ampliando lo scenario di instabilità. Gaza si trova ora al centro di una spirale di violenza che sembra non avere, almeno nel breve termine, una via d’uscita diplomatica.

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Tag: , , Last modified: Settembre 16, 2025
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