Subbiano – Arezzo (martedì, 7 aprile 2026) – Un caso di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N1) è stato confermato in un allevamento familiare nel territorio comunale. A stabilirlo sono stati gli accertamenti diagnostici condotti su campioni analizzati dal Centro di Referenza Nazionale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
di Alice Grieco
Immediata la risposta delle autorità sanitarie: il Dipartimento di Prevenzione della Asl Toscana sud est ha attivato tutte le procedure previste dalle normative nazionali ed europee per circoscrivere il focolaio e prevenire ulteriori contagi.
Tra le prime misure adottate, l’abbattimento in sicurezza di tutti i volatili presenti nell’allevamento interessato, eseguito secondo i protocolli sanitari vigenti. Contestualmente, è stata istituita una zona di protezione nel raggio di tre chilometri e una zona di sorveglianza estesa fino a dieci chilometri dal punto di origine dell’infezione.
All’interno di queste aree sono state introdotte restrizioni temporanee: vietati gli spostamenti di animali, uova e materiali potenzialmente a rischio provenienti dagli allevamenti. Parallelamente è stata avviata un’indagine epidemiologica per risalire all’origine del contagio e verificare eventuali collegamenti con altre strutture.
Le autorità sanitarie sottolineano come il virus sia altamente contagioso tra i volatili, ma ribadiscono che il rischio di trasmissione all’uomo resta estremamente basso. I casi di infezione umana, infatti, sono rari e legati a contatti diretti e prolungati con animali infetti o ambienti fortemente contaminati.
Nessuna preoccupazione, inoltre, per il consumo alimentare: carne avicola e uova restano sicure se manipolate correttamente e ben cotte, considerando che il virus viene inattivato a temperature superiori ai 70 gradi.
Già effettuati i controlli sulle persone entrate in contatto con l’allevamento: tutti i soggetti sono risultati negativi.
La Asl rinnova però l’invito agli allevatori, anche amatoriali o ornamentali, a mantenere alta l’attenzione sul rispetto delle misure di biosicurezza. Tra le principali raccomandazioni: evitare il contatto tra animali domestici e fauna selvatica, limitare l’accesso non necessario agli allevamenti, utilizzare dispositivi di protezione e non effettuare scambi di animali o uova senza adeguate garanzie sanitarie.
Fondamentale anche la collaborazione dei cittadini, invitati a segnalare tempestivamente il ritrovamento di uccelli selvatici morti, in particolare specie acquatiche. I Servizi Veterinari continueranno a monitorare la situazione con controlli costanti per tutta la durata delle misure di contenimento.
Last modified: Aprile 7, 2026


