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Furto sacrilego nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo: rubato un ex voto in oro e diamanti

Arezzo (giovedì, 11 settembre 2025) — Un episodio inquietante ha turbato la comunità religiosa e civile della Marchionna. Nella tarda mattinata di venerdì 5 settembre, all’interno della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, si è consumato un furto in pieno giorno che ha destato sgomento tra i fedeli. Le telecamere di videosorveglianza installate nell’edificio sacro hanno documentato l’intera dinamica: una coppia, con il volto coperto da mascherine chirurgiche, ha preso di mira prima le cassette delle offerte, per poi concentrare la propria azione criminale su una teca contenente un prezioso ex voto.

di Alice Grieco

Dalle registrazioni emerge che i due individui, un uomo e una donna, hanno fatto ingresso in chiesa alle 11.50. La donna portava con sé un ampio borsone, mentre entrambi indossavano mascherine anti-Covid, elemento che ha reso difficile un’identificazione immediata. Dopo un iniziale tentativo di forzare le cassette destinate alle offerte, in gran parte sigillate e quindi inaccessibili, i ladri hanno rivolto l’attenzione verso la teca collocata nei pressi della statua della Madonna.

All’interno vi era custodito un francobollo in oro, ornato da quattro piccoli diamanti, donato come ex voto oltre vent’anni fa. Nonostante il reliquiario fosse protetto da un vetro antiproiettile e incastonato nella muratura, i malviventi sono riusciti a infrangerlo, probabilmente con un martello, sottraendo l’oggetto sacro e lasciando il luogo indisturbati intorno alle 12.20.

A notare l’accaduto sono stati alcuni fedeli, entrati poco dopo per un momento di preghiera personale. Sono stati loro ad avvisare il parroco, don Alessandro Tracchi, che in quel momento non si trovava in chiesa. “L’ex voto era un segno di devozione che custodivamo da oltre vent’anni”, ha dichiarato con amarezza il sacerdote, che si prepara a celebrare il quarantesimo anniversario del proprio sacerdozio il prossimo 21 settembre. Immediatamente, i filmati della videosorveglianza sono stati consegnati ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini.

Il furto ha suscitato indignazione non soltanto per il danno economico, ma soprattutto per la profonda ferita arrecata alla memoria e alla spiritualità di una comunità parrocchiale che riconosceva in quell’oggetto un simbolo di fede e di gratitudine. Il valore affettivo e religioso dell’ex voto, infatti, supera di gran lunga il suo valore materiale.

Le forze dell’ordine stanno lavorando per individuare i responsabili, mentre don Alessandro ha diffuso un appello ai colleghi parroci delle parrocchie vicine, invitandoli a vigilare e a prestare attenzione a eventuali movimenti sospetti. Il caso si inserisce in un contesto più ampio di episodi analoghi: pochi giorni prima, all’interno del Palazzo Imparati in Porta del Foro, era stata sottratta una stampa raffigurante la Madonna del Conforto.

La vicenda ha riacceso il dibattito sull’urgenza di rafforzare le misure di sicurezza nei luoghi di culto, spesso lasciati aperti durante la giornata per garantire ai fedeli momenti di raccoglimento. La speranza espressa da don Alessandro e dalla comunità è che l’ex voto possa essere restituito, affinché la chiesa torni a custodire un frammento importante della propria storia di fede.

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Tag: , , Last modified: Settembre 11, 2025
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