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Due mamme, un solo riconoscimento: i gemelli di Anghiari portano ora il cognome di entrambe grazie alla storica sentenza del Tribunale dei Minori di Firenze

Anghiari – Arezzo (venerdì, 25 luglio 2025) — In un pronunciamento giuridico che si colloca all’intersezione tra diritti civili, progresso sociale e tutela dell’infanzia, il Tribunale per i Minorenni di Firenze ha accolto la richiesta di adozione presentata da Eleonora, una delle due madri di due gemelli nati ad Anghiari. I bambini porteranno da oggi anche il suo cognome, affiancato a quello di Arianna, la madre che li ha partoriti. Una decisione che rappresenta non soltanto una vittoria legale per la coppia, assistita dall’avvocata Ramona Borri, ma un atto di riconoscimento formale e sostanziale dell’eguaglianza genitoriale in una realtà familiare ancora marginalizzata dal sistema normativo italiano.

di Alice Grieco

I due bambini, nati il 14 giugno di tre anni fa, sono il frutto di un percorso condiviso: una fecondazione eterologa eseguita in Spagna, dove la procedura è legalmente consentita anche alle coppie omosessuali, seguita dal trasferimento embrionale su Arianna, che ha portato avanti la gravidanza in Italia. Nonostante il pieno consenso informato e condiviso tra le due donne, il quadro normativo italiano, ancora lacunoso rispetto alle famiglie omogenitoriali, aveva inizialmente escluso Eleonora da qualsiasi forma di riconoscimento genitoriale. Una posizione smentita ora da questa nuova sentenza, che ricalca orientamenti già affermati dalla Corte Costituzionale in casi analoghi.

Il Tribunale di Firenze ha stabilito, con motivazioni di grande rilievo giuridico e umano, che l’adozione da parte della madre “sociale” – cioè colei che ha partecipato al progetto di genitorialità e ne condivide la responsabilità quotidiana – è pienamente conforme al superiore interesse dei minori. “L’adozione – si legge nella motivazione – realizza il preminente interesse dei minori, già inseriti nel contesto scolastico e sociale, e rappresenta la forma più adeguata per garantire la stabilità e la continuità delle relazioni affettive ed educative all’interno del nucleo familiare.”

In modo particolarmente significativo, i giudici riconoscono che le funzioni genitoriali stanno subendo una trasformazione culturale profonda, al punto che “non possono più essere rigidamente ricondotte all’identità di genere dei genitori, quanto piuttosto alla qualità e continuità del legame affettivo instaurato con i bambini”. Un’affermazione che assume un peso rilevante in un momento storico in cui la società civile sollecita alle istituzioni un adeguamento del diritto alla realtà delle famiglie contemporanee.

Con la trascrizione ufficiale della sentenza da parte del Comune di Anghiari – che dovrà ora aggiornare gli atti di nascita dei gemelli, affiancando al cognome materno già esistente quello di Eleonora – si completa un percorso giuridico e umano che, per la coppia, non è mai stato solo una battaglia legale, ma soprattutto una questione di verità e giustizia familiare.

Il valore pratico di questo riconoscimento è tutt’altro che simbolico. L’aggiunta del secondo cognome comporta conseguenze concrete in ambiti fondamentali come l’esercizio della responsabilità genitoriale, l’accesso alle informazioni sanitarie, i diritti ereditari, la possibilità di compiere atti giuridici a nome dei minori e la tutela legale in caso di eventi imprevisti. In breve, ciò che viene finalmente riconosciuto è una genitorialità già da tempo pienamente vissuta.

A fare da sfondo a questa decisione c’è una più ampia riflessione costituzionale. La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato incostituzionale l’articolo 8 della Legge 40/2004 nella parte in cui non riconosce anche alla seconda madre – che abbia prestato il proprio consenso alla procreazione medicalmente assistita effettuata all’estero – lo status di genitore legale. La pronuncia del tribunale fiorentino si inserisce dunque in questo solco evolutivo, contribuendo a colmare il vuoto normativo in cui troppo spesso sono lasciate le famiglie arcobaleno.

“L’adozione non è una concessione”, sottolineano i giudici, “ma un riconoscimento del diritto del minore a vedere giuridicamente garantito il legame affettivo con entrambe le figure genitoriali”. Parole che ribadiscono il principio secondo cui la legge deve guardare al benessere dei bambini come criterio primario e non essere imprigionata da schemi normativi rigidi e ormai superati.

La sentenza del Tribunale dei Minori di Firenze rappresenta un passo decisivo nella direzione della piena equiparazione dei diritti genitoriali all’interno delle famiglie omogenitoriali. Ma è anche, e soprattutto, una conquista della realtà vissuta: quella di due donne che, unite civilmente, condividono con pari dignità la responsabilità e l’amore verso i propri figli, e che da oggi, anche per lo Stato italiano, sono riconosciute entrambe come madri.

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Tag: , , Last modified: Luglio 25, 2025
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