Cortona – Arezzo (sabato, 30 agosto 2025) – Dietro a ogni calice di vino c’è una storia, spesso antica quanto la terra che lo genera. Nel caso di Denis Zeni, originario di Rovereto, il filo rosso che lega passato e presente nasce in Trentino, tra le vigne curate dal nonno, e si intreccia con la sua vita professionale fino a condurlo, con coraggio e visione, nel cuore della Toscana, a Cortona. Qui, Zeni ha dato vita a Leuta, azienda vitivinicola che in poco meno di vent’anni è passata da 2.500 bottiglie iniziali a una produzione consolidata tra le 30.000 e le 40.000 unità annue.
di Alice Grieco
Un percorso che unisce radici familiari, passione per la terra e competenze accademiche, mostrando come la tradizione possa convivere con una solida preparazione tecnica e gestionale. Zeni, infatti, non ha seguito da subito le orme del nonno. Dopo la laurea in Economia all’Università di Venezia e un master in Finanza a Londra, ha lavorato per importanti istituti di credito internazionali, maturando esperienze che si sarebbero rivelate decisive nella futura gestione della sua impresa agricola.
Il legame con il vino nasce in infanzia, grazie al nonno, figura centrale nei suoi primi anni di vita. “Stavo sempre con lui – ricorda Zeni – mentre mio padre era spesso fuori casa per lavoro. Lo seguivo in campagna, osservando ogni fase della coltivazione e della vinificazione. Lì ho imparato che il vino non è solo un prodotto, ma il frutto di cura, pazienza e rispetto per la natura”.
Dopo la scomparsa del nonno, Denis si è dedicato agli studi e al lavoro in ambito economico-finanziario. Tuttavia, quella passione rimase latente. Nei suoi viaggi di lavoro, spesso approfittava delle ferie per visitare regioni vitivinicole in tutto il mondo, accumulando conoscenze preziose che avrebbero trovato compimento in Toscana.
Il 2005 segna l’anno della svolta. Zeni si trasferisce a Cortona e avvia la sua prima produzione: 2.500 bottiglie di Merlot, un traguardo emozionante che gli confermò di essere sulla strada giusta. Negli anni successivi ha ampliato il ventaglio delle varietà coltivate: nel 2007 Cabernet Franc e Sangiovese, nel 2010 il Syrah, a cui si sono aggiunti altri vitigni internazionali come il Malbec.
Oggi Leuta non è solo una cantina in crescita, ma anche un punto di riferimento per il territorio, tanto da essere parte del Consorzio Vini DOC Cortona.
La scelta della Toscana, e in particolare della Valdichiana cortonese, non è stata casuale. “Questa terra – spiega Zeni – mi ha sempre attratto per il suo clima, la storia e i paesaggi. Inoltre, la presenza di amici produttori, come gli Avignonesi, ha rafforzato la mia decisione di insediarmi qui con convinzione”.
Un ambiente favorevole, che unisce tradizione vitivinicola secolare e una vocazione internazionale, ha permesso a Leuta di crescere e conquistare mercati esteri.
Il nome Leuta non è frutto del caso: si tratta del toponimo della zona in cui sorgono le vigne, nei pressi di San Lorenzo, a testimonianza del legame profondo con il territorio.
Oggi i vini Leuta sono particolarmente apprezzati negli Stati Uniti, mercato di riferimento per l’azienda, tanto che Zeni trascorre circa sei mesi all’anno oltreoceano per seguire personalmente vendite e promozione. Non manca però la presenza in Europa e, naturalmente, in Italia, dove la qualità dei vini cortonesi è sempre più riconosciuta.
Per la vendemmia in corso, le aspettative sono alte: “Abbiamo già raccolto il Pinot Nero per la base dello spumante rosato – racconta Zeni – e nei prossimi giorni sarà la volta di Merlot, Syrah e Malbec. Se il clima continuerà a sostenere la maturazione, avremo un’annata di grande soddisfazione”.
La vicenda di Denis Zeni racconta non solo la determinazione personale di un uomo che ha trasformato un sogno in impresa, ma anche il valore di un ritorno consapevole alla terra. Una storia di resilienza e di amore per il vino, che contribuisce a rafforzare l’identità di Cortona come territorio vitivinicolo d’eccellenza, capace di attrarre e accogliere talenti da ogni parte d’Italia e del mondo.
Tag: cantina, leuta, rinascita rurale Last modified: Agosto 30, 2025


