Cortona – Arezzo (mercoledì, 18 marzo 2026) – Dal Sodo alla Tanella Angori, fino al tumulo François di Camucia. Nelle ultime settimane si sono concluse le operazioni di potatura e sistemazione degli ulivi che punteggiano alcune delle aree più suggestive del Parco archeologico di Cortona. Un intervento che segna il primo risultato concreto della collaborazione tra l’Accademia Etrusca e l’associazione Oleacademia Eleiva Cortonensis, nata con l’obiettivo di valorizzare la cultura dell’olivo e dell’olio nel territorio cortonese.
di Alice Grieco
Le attività hanno riguardato gli oliveti presenti in siti di grande valore storico e paesaggistico, dove il paesaggio agrario tradizionale convive da secoli con le testimonianze archeologiche etrusche. Il lavoro di potatura rappresenta il primo passo di un progetto più ampio che punta alla cura e alla valorizzazione degli olivi storici che costeggiano i percorsi del parco, in particolare lungo il cosiddetto “sentiero degli oliveti”.
«L’obiettivo – spiega l’assessore alle Attività produttive Paolo Rossi – è mettere insieme la tutela del patrimonio archeologico e la salvaguardia del paesaggio agricolo, che è parte dell’identità stessa di Cortona».
La collaborazione tra istituzioni culturali e realtà del mondo agricolo guarda infatti oltre la semplice manutenzione delle piante. «Questo progetto rafforza il legame tra patrimonio culturale, paesaggio e produzioni locali», sottolinea il presidente dell’Accademia Etrusca Paolo Bruschetti. «Gli ulivi e l’olio rappresentano da sempre uno degli elementi più caratteristici della storia e dell’economia del territorio».
Anche l’Oleacademia Eleiva Cortonensis vede nell’iniziativa un’occasione per raccontare una tradizione antica. «Questa collaborazione – afferma il presidente Francesco Mazzarella – permetterà di sviluppare attività culturali, divulgative e didattiche dedicate alla coltivazione dell’olivo, mettendo in relazione il patrimonio archeologico con una pratica agricola che qui affonda le radici in epoche molto lontane».
Un aspetto su cui insiste anche il consigliere delegato all’Agricoltura Matteo Finocchi. «La potatura è solo l’inizio di un percorso di valorizzazione di questi luoghi e del loro paesaggio. Da qui parte anche la filiera dell’olio cortonese, che negli ultimi anni sta ottenendo sempre più riconoscimento per qualità e identità».
Gli ulivi che crescono tra tumuli e necropoli non sono semplici coltivazioni. Sono testimoni di una storia millenaria: già in epoca etrusca l’olio era un prodotto fondamentale, utilizzato come alimento, unguento e bene prezioso. Oggi, tra archeologia e agricoltura, quella tradizione continua a vivere.
Last modified: Marzo 18, 2026


