Arezzo (lunedì, 23 marzo 2026) — Una stretta che rischia di mettere in difficoltà i gestori delle strutture ricettive aretine. È questo il quadro denunciato attraverso un’interrogazione urgente che punta a fare chiarezza sull’intensificarsi dei controlli da parte della polizia municipale nei confronti di B&B e altre attività del settore.
di Alice Grieco
Al centro della questione c’è un nodo tanto semplice quanto problematico: regole poco definite accompagnate da multe molto elevate. Dall’inizio del 2025, infatti, la normativa impone a tutte le strutture ricettive l’obbligo di esporre all’esterno il Codice Identificativo Nazionale (CIN). Tuttavia, la legge non specifica né le dimensioni né le modalità precise di esposizione, lasciando ai gestori un certo margine di interpretazione, comunque vincolato alle normative paesaggistiche.
Nonostante molti operatori si siano adeguati, negli ultimi mesi ad Arezzo si sono moltiplicati i controlli, con sanzioni che in diversi casi risultano particolarmente onerose. Secondo quanto segnalato, si arriva anche all’applicazione contemporanea di tre multe da 1.000 euro ciascuna. Le contestazioni riguardano, tra le altre cose, la scarsa visibilità del CIN all’esterno, la mancata indicazione sulle piattaforme online e, aspetto ancora più controverso, la presunta assenza del codice all’interno delle singole camere.
Se a livello nazionale il quadro normativo appare ancora poco definito, sul territorio aretino l’applicazione delle regole sembrerebbe seguire criteri particolarmente rigidi. Da qui le domande rivolte all’amministrazione comunale: esistono disposizioni locali aggiuntive rispetto alla normativa nazionale? E quali strumenti si intendono adottare per evitare interpretazioni arbitrarie che rischiano di penalizzare un intero comparto?
Il tema, sottolineano i promotori dell’iniziativa, non riguarda solo il rispetto delle regole, ma anche la necessità di garantire equità e chiarezza per una categoria già alle prese con numerose difficoltà.
Last modified: Marzo 23, 2026


