Arezzo — Arezzo entra nella fase più calda della partita elettorale e la prima svolta arriva dal centrodestra. Gabriele Veneri, imprenditore orafo, volto della Giostra e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha scelto di sfilarsi dalla corsa a sindaco. Una decisione maturata dopo giorni di riflessione e accolta nel partito come un gesto di responsabilità: resterà in Regione, ruolo considerato strategico sia per FdI che per il territorio.
di Alice Grieco
La rinuncia rimette in moto la macchina dei meloniani, che ora lavorano a una rosa di nomi ancora blindata. Con il passo indietro di Veneri, cresce in teoria il peso della vice sindaca Lucia Tanti, forte di buoni riscontri nei sondaggi. Ma il percorso di coalizione, che vede FdI rivendicare la guida, potrebbe portare su un’altra figura: tra le ipotesi più accreditate c’è il commercialista Giovanni Grazzini, apprezzato dai vertici del partito, o un profilo tuttora tenuto sotto traccia. In caso di sindaco in quota FdI, prenderebbe corpo l’assetto che vedrebbe Tanti alla presidenza del consiglio comunale. Nel monitoraggio in corso compare anche Marcello Comanducci.
Sul fronte dei centristi, Noi Moderati ha intanto riorganizzato la squadra provinciale: Marco Casucci ha nominato Sonia Rosini referente per Arezzo, Stefano Simonetti per il Casentino e Stefano Bellezza per il Valdarno.
Dall’altra parte della barricata si attende l’esito del sondaggio commissionato per misurare il gradimento dei potenziali candidati del campo largo. La fotografia aggiornata dovrebbe arrivare a giorni e potrebbe chiarire le dinamiche interne nella competizione che porterà al dopo-Ghinelli.
Il Partito Democratico continua a indicare Vincenzo Ceccarelli come riferimento principale. Ma nelle ultime ore ha ripreso vigore l’ipotesi Domenico Giani: ex capo della sicurezza vaticana, oggi presidente nazionale delle Misericordie, considerato figura trasversale, istituzionale e profondamente legata alla città. Un profilo che piace a molti, anche se resta da capire se accetterebbe di misurarsi in un confronto politico così marcato.
Resta della partita anche il medico e imprenditore sanitario Stefano Tenti, tra i promotori del sondaggio. «Serve chiarezza», sottolinea, rivendicando la compatibilità tra il suo ruolo nel settore privato accreditato e una possibile carica pubblica. «La sanità privata convenzionata non è in concorrenza con il pubblico: integra ciò che la Asl richiede. E nelle attività totalmente private pratichiamo tariffe da privato sociale», afferma. Tenti è apprezzato soprattutto dall’area riformista.
Nel ventaglio delle opzioni figura anche Paolo Peruzzi, esponente di peso del mondo cooperativo. Sempre in campo, ma con un rapporto complesso con i dem, il civico ex Pd Marco Donati.
La strada verso la scelta dei candidati delle due coalizioni è ancora lunga, ma i giorni che stanno arrivando si preannunciano decisivi.
Last modified: Novembre 24, 2025

