Castiglion Fiorentino – Arezzo (martedì, 20 gennaio 2026) — Dalla sequenza ravvicinata di funerali al clamore mediatico il passo è stato brevissimo. I 14 decessi registrati in dieci giorni a Castiglion Fiorentino hanno acceso i riflettori sul paese, trasformato in poche ore nel “luogo dove si muore troppo”. A innescare l’eco è stato un post del sindaco Mario Agnelli, che sui social ha richiamato l’attenzione su un dato oggettivamente anomalo.
di Alice Grieco
«Sono sorpreso da questo scandaglio mediatico, ma rifarei quel post – spiega –. Io il sindaco lo faccio così: sto vicino a chi soffre e a chi perde una persona cara. Vado sempre alla camera ardente o al funerale dei castiglionesi, lo sanno tutti. Il numero dei decessi nei primi giorni del 2026 era un fatto reale, di cui in paese si parlava proprio perché fuori dal normale».
Castiglion Fiorentino etichettato come “paese dei funerali” non è certo lo spot migliore, ma Agnelli non si rimprovera nulla. «Non ho mai parlato di misteri o gialli. Ho usato solo la parola anomalia. Non è mio compito indagare sulle cause e sappiamo già che molte morti sono legate a patologie note o all’età avanzata. Con diverse di queste persone avevo un rapporto diretto. Rinnovo le mie condoglianze a tutte le famiglie».
Nessuna epidemia, nessuna emergenza sanitaria: solo un fenomeno naturale, per quanto inconsueto. «Non ho fatto allarmismo – ribadisce il sindaco –. Nessuno può impedirmi di esprimere vicinanza e di sottolineare una situazione anomala in una comunità che non arriva a 13 mila abitanti». Nel 2025 i decessi complessivi erano stati 133, mentre mantenendo il ritmo della prima decade di gennaio 2026 i numeri avrebbero assunto dimensioni impressionanti.
La speranza è che si tratti di una parentesi destinata a chiudersi. «So che dinamiche simili si sono verificate anche altrove – aggiunge Agnelli – ma io mi occupo del mio Comune, dove sono felice di far suonare le campane a festa per ogni nuovo nato». Dall’inizio dell’anno sono stati due i bebè per i quali è scattata la melodia dal Cassero, mentre nel 2025 i nuovi nati erano stati 75: un saldo demografico negativo che non è certo un’esclusiva castiglionese.
Il sindaco respinge anche l’idea di un paese spento e ripiegato sul lutto: «Le speculazioni di questi giorni non cambiano l’identità di una comunità viva e dinamica. Basterà attendere la fine di gennaio, con la Ronda Ghibellina, per vederla riaccendersi, e poi proseguire con gli eventi sportivi, culturali e di promozione del territorio che ci contraddistinguono da anni».
Castiglion Fiorentino, terra che ha dato i natali a figure come Roberto Benigni e Alberto Castagna, non accetta di essere ricordata come un luogo cupo. Il susseguirsi dei lutti ha rischiato di offuscare l’immagine di un centro noto per la vitalità, le feste, il Palio, il Vintage Festival, il cinema e il fermento culturale.
Anche le imprese funebri locali hanno vissuto giorni di lavoro intenso, con turni serrati e un’organizzazione condivisa degli spazi disponibili. Tra gli addetti ai lavori c’è chi ricorda mesi di gennaio del passato con concentrazioni simili di decessi, rimaste però lontane dai riflettori.
Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo di opposizione Paolo Brandi, che ha parlato di allarmismo e di danno d’immagine per il paese, chiedendo chiarezza su eventuali cause di preoccupazione. La replica del sindaco è netta: «Se emergeranno informazioni precise e certe, le comunicherò. Al momento l’unico dato oggettivo è lo straordinario numero di decessi registrato in dieci giorni».
Last modified: Gennaio 20, 2026


